"Antonio è vittima della assenza dello Stato e della mancanza di prevenzione sul nostro territorio". Si sfoga così, parlando con I giornalisti, un amico del titolare della pescheria di Boscoreale ucciso ieri sera in una rapina. Gianmarco Salvatore Auricchio, operatore finanziario, rientrato da qualche anno a Boscoreale dopo aver lavorato in Germania e Repubblica Ceca, conosceva da ragazzo la vittima della rapina. "Giocavamo a carte insieme, conosco suo padre e tutta la sua famiglia" dice. "Questa morte poteva essere evitata - accusa - bastava fare un po' di vigilanza preventiva da parte delle forze dell'ordine, che non si fa mai".

"Eppure - prosegue - tutti sanno che in questi giorni a ridosso di Natale la spesa alimentare si concentra sulle pescherie. A 600 metri da qui c'è una caserma, ma ieri sera non c'era in giro neanche una pattuglia". Secondo Auricchio un fratello, titolare di un'altra pescheria, in via Diaz, avrebbe avvertito Antonio: "Stanno facendo le rapine" gli avrebbe detto. Per questo Antonio si sarebbe armato con il coltello usato per inseguire i banditi e squarciato una ruota sella loro auto. "Rapine così - conclude l' operatore finanziario - da noi non sono frequenti. E' in questo periodo dell'anno che bisognerebbe tenere alta l'attenzione. Ma non è stato fatto".


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