Tre ordinanze per smantellare il sistema Ariano. Con la commissione d’accesso a fare da epilogo alla tangentopoli oplontina. La Guardia di Finanza non si ferma e dopo la prima ondata che ha travolto l’ufficio tecnico comunale di Torre Annunziata, ha continuato nelle indagini per ricostruire quel sistema di corruzione legato agli appalti da affidare per i lavori pubblici. La commissione d’accesso da lunedì inizierà i lavori per indagare sulla gestione della macchina amministrativa.

Un epilogo che arriva a poco meno di dieci mesi dalla prima pietra dello scandalo che ha travolto l’ufficio tecnico. La prima, eclatante, ordinanza è infatti datata 28 dicembre: 10mila euro versati in contanti dall’imprenditore napoletano Vincenzo Supino per l’affido dei lavori di ristrutturazione anticovid della scuola Siani. Oltre a questa, un’altra mazzetta da 2mila euro per farsi firmare un mandato di pagamento per altri lavori di ristrutturazione. Il 3 giugno lo scandalo si è allargato con l’arresto dell’ex vicesindaco Luigi Ammendola. Secondo gli inquirenti è lui la “parte politica” del sistema. Della tangente delle “Sette scogliere”, infatti, 5mila erano per l’ingegnere Ariano, la parte restante era diretta a lui.

Si arriva così all’11 ottobre scorso, con la nuova ondata innescata dalle dichiarazioni dell’imprenditore Amedeo Carluccio che avrebbero trovato conferma nelle informazioni raccolte nei mesi d’indagine delle Fiamme Gialle. L’imprenditore avrebbe elargito altri soldi per due appalti.

Infine, si arriva a oggi con l’arrivo alle 10.30 degli “ispettori” negli uffici di via Schiti. Un primo incontro con il sindaco Ascione e il segretario generale Capuano per stilare il verbale d’insediamento. Avranno a disposizione tre mesi di tempi, salvo ulteriori proroghe, per vagliare tutti gli atti prodotti dall'Amministrazione comunale.

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