“La richiesta della Commissione d’accesso da parte del PD è giusta. Resto a Torre Annunziata per fare chiarezza”. Il vicesindaco Lorenzo Diana rispedisce al mittente le voci di un suo possibile addio dopo la notizia della rottura tra il partito e il sindaco Ascione.

L’ex parlamentare, che in giunta ha anche la delega alla legalità, chiarisce la sua posizione e il suo pensiero sulla vicenda, in un momento delicato della vita politica torrese. “Ho condiviso il documento del Partito Democratico e ho partecipato alla redazione dello stesso – ha affermato Diana - Ritengo che sia giusto accendere i riflettori su un territorio che ha seri problemi da affrontare. Si faccia pienamente luce su quanto sta avvenendo non solo a Torre Annunziata, ma anche in territori vicini come Castellammare di Stabia e Torre del Greco”.

Poi ha aggiunto. “Sono d’accordo anche con quanto dichiarato da Nunzio Fragliasso, capo della Procura di Torre Annunziata. In queste zone c’è un antico radicamento di molti clan. Basti pensare a quanto è accaduto a Castellammare, dove proprio oggi si è insediata la commissione d’accesso. Arrivato all’indomani dell’arresto di Nunzio Ariano, ex capo dell’Utc, il vicesindaco ha tracciato anche un primo bilancio del suo lavoro a Torre Annunziata.

“Ho trovato una situazione difficile, che più volte ho denunciato anche durante le Assise. Ho rilevato tante procedure non corrette da parte dell’Ufficio Tecnico e per questo ci sono otto appalti sospesi sui quali vogliamo andare fino in fondo. Ho voluto mettere un argine alla corruzione. Per tale motivo ho fatto approvare un piano con misure stringenti come in poche altre parti in Italia”.


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