“Le commissioni consiliari lavorano a supporto del consiglio comunale e quest’ultimo non ha competenza in questo caso”. Il segretario comunale di Torre Annunziata, Lorenzo Capuano, all’inizio dell’audizione in commissione dell’architetto Antonio Ariano, ha motivato così la necessità di non prolungare oltre la riunione. Anche il capogruppo PD, Lello Ricciardi, contrariato rispetto alla vicenda, ha aggiunto: “Ci occorre una conoscenza preventiva del caso, data dai tecnici comunali e dagli assessori di competenza, nonché dagli atti prodotti”. È finita, quindi, ancor prima di iniziare, l’adunanza della decima commissione consiliare alla Trasparenza.

LA VICENDA. Alcune settimane fa, il tecnico oplontino, Ariano, ha fatto richiesta di essere ascoltato dai consiglieri. Il motivo riguarda l’affidamento della direzione dei lavori del Contratto di Quartiere 2 del Penniniello. Gli uffici dell’Ente, a fine 2015, hanno indetto una gara per ricercare personale qualificato che potesse svolgere il lavoro. Ma, prima dell’apertura delle buste economiche, hanno fermato la procedura.

“Abbiamo alcune perplessità sulla gara – ha poi spiegato l’architetto Antonio Ariano – La commissione, composta dal dirigente dell’ufficio tecnico D’Alessio e dai funzionari Scarpa e Santoro, ha chiuso la prima fase dei lavori il 29 febbraio di quest’anno, con l’analisi delle offerte tecniche. Quindi il silenzio dell’amministrazione fino a luglio, con la nomina del dirigente quale direttore dei lavori”. In questa vacatio, durata qualche mese, il sindaco Giosuè Starita ha affidato l’incarico in maniera temporanea proprio al dirigente D’Alessio.

“Il responsabile dell’Utc – ha incalzato Ariano – ha dapprima apportato una variante al progetto che ha fatto venir meno i presupposti di complessità dell’opera. Motivo per cui avevano pensato alla gara ed ai tecnici esterni. Poi, ha ricevuto la nomina ufficiale. Ma, ad oggi, non ci risulta che la modifica sia stata approvata dal Ministero”.

“ABBIAMO RISPARMIATO”. Di tutt’altro avviso il primo cittadino, secondo il quale “l’amministrazione ha agito guardando al massimo risparmio ed al riutilizzo di quelle somme per la collettività. Parliamo di una cifra di circa 600 mila euro. La revoca della procedura di gara per la nomina di tecnici esterni – ha continuato Starita – è prevista dal codice degli appalti. In una prima fase pensavamo che gli uffici non riuscissero a reggere il lavoro, ma dopo una riorganizzazione voluta dal dirigente abbiamo trovato le risorse umane per farlo”.

In tutta la vicenda, però, sembra paventarsi un conflitto d’interessi sulla figura di D’Alessio, sia presidente di gara, che tecnico pro-tempore che, infine, direttore dei lavori. “Non c’è alcun conflitto perché l’attività la sta svolgendo gratis”, ha sentenziato il sindaco che ha concluso: “Il 5 agosto è stato notificato ai partecipanti della gara la sospensione e nessuno, nei tempi, ha presentato ricordo al Tar”.