“Sto assistendo a un clima di pericoloso rilassamento generalizzato e questo non va bene. Se si continua così sarò costretto ad adottare provvedimenti ancora più rigorosi, rischiando di farci molto male e di non arrivare nemmeno a settembre”.

Non usa mezzi termini il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca nel corso del consueto punto settimanale sull’emergenza sanitaria da coronavirus.

De Luca ha espresso preoccupazione per il clima di distrazione e di sottovalutazione del pericolo, che rischia di “pregiudicare i risultati acquisiti con mesi di sacrifici”.

Ecco perché il governatore ha deciso di iniziare ad adottare provvedimenti ben precisi: “Bloccare i mezzi di trasporto pubblico sui quali ci sono persone senza mascherina, chiusura per negozi che non fanno rispettare gli obblighi di indossare dispositivi di protezione, obbligo assoluto anche all'esterno quando vi sono assembramenti”.

Nel pomeriggio di oggi il governatore parteciperà a una task force regionale per fare il punto della situazione in Campania sulla base della relazione preparata dagli esperti epidemiologici. I dati dicono che nel periodo dal 19 al 26 giugno, in Campania non sono stati registrati contagi, attenstando il numero di positivi a quota 4660. Poi, a tre settimane dall'apertura totale in Italia, c’è stato un progressivo incremento di contagi. Dal 26 giugno ad oggi, circa un mese, i positivi sono saliti in maniera costante fino a 208 contagi. 91 di questi sono la risultante dello screening di massa effettuato alle palazzine ex Cirio di Mondragone. Restano quindi altri 119 casi, registrati dalla task force come piccoli focolai determinati da origine esterna alla Campania.

“Si sapeva che riaprendo tutto ci sarebbe stato un incremento di contagi – ha spiegato De Luca -. Tuttavia possiamo convivere con tranquillità con il virus a patto che i cittadini siano responsabili e adottino comportamenti rigorosi. Altrimenti prenderemo provvedimenti. Dobbiamo convincerci che è necessario fare ancora piccoli sforzi oppure nel giro di poche settimane saremo costretti a fare grandi sforzi”.

Secondo il governatore bisognerà “resistere almeno fino a marzo, tenendo in piedi le attività economiche, commerciali, culturali. Una convivenza che sarà impossibile se abbiamo gente che pensa che il contagio sia stato eliminato”.

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