“Nella fascia d’età da 0 a 18 anni abbiamo riscontrato un aumento di contagi di nove volte rispetto all’aumento complessivo di tutta la popolazione. E’ per questo che ribadiremo il nostro assoluto no alla didattica in presenza a scuola. Chiudiamo tutto oggi per arrivare a Natale in condizioni migliori”.

Non usa mezzi termini il governatore della Campania Vincenzo De Luca, illustrando i numeri del contagio da coronavirus nella regione a cavallo della riapertura delle scuole. Proprio sulla fascia d’età che comprende i ragazzi in età scolare, il governatore è chiaro: “Mi rendo conto che questo determinerà una serie di grandi difficoltà da parte dei genitori – ha continuato il governatore -. E allora pongo loro la stessa domanda che mi pongo io ogni notte. L’alternativa qual è?”.

La decisione va inquadrata, a detta del presidente, nell’ottica di prevenire la diffusione del virus tra studenti e familiari. “I dati degli epidemiologi sono una fotografia della situazione attuale. Possiamo decidere di ignorare questi dati, ma il dato sicuro è che sarà inevitabile proseguire con la didattica a distanza”.

Già domani è in programma una riunione con l’Unità di Crisi che farà una valutazione che riguarda i dati attuali del contagio, in maniera più capillare sul mondo della scuola. Poi i dati verranno inoltrati alla Regione Campania che adotterà la decisione. Il governatore però va oltre e dichiara già scontata la chiusura di tutto: “L’unica discussione da fare è relativa al piano di misure socioeconomiche di aiuto alle categorie colpite. Così come fatto in Campania, proporrò la stessa cosa nella conferenza stato-regioni. Qui in Campania siamo abituati ormai a fare da rompighiaccio, anticipando decisioni che le altre regioni adottano dopo. La possibilità – ha concluso – è quella di chiudere ora per avere l’opportunità di pensare a un Natale in condizioni migliori”.

Una speranza che lascia poco spazio all’immaginazione. Per un nuovo lockdown è soltanto questione di ore.

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