Il calvario Covid non è ancora finito.

La conferma arriva da parte del governatore della Campania Vincenzo De Luca che ha chiesto responsabilità da parte dei cittadini: "Mettete queste benedette mascherine, io lo metterò anche quando andrò al mare. C'è stato un ritorno dell'epidemia, ce l’aspettavamo. Credo che dobbiamo cominciare a stringere i controlli e a chiudere le porte rispetto ai Paesi dove il contagio è ancora altissimo con particolare attenzione ai rientri dagli Stati Uniti d'America. Dobbiamo fare attenzione perché abbiamo aperto tutto e il livello dei controlli si è abbassato in maniera pericolosa".

Facendo il punto dei contagi in Regione De Luca ha detto: "Abbiamo spento un focolaio avuto nella nostra regione e messo in quarantena i cittadini interessati, in larga misura non italiani. Vedo che altrove in Italia quando si tratta di mettere in quarantena non si decide. Nelle prossime settimane servirà una attenzione ossessiva per controllare i focolai e avere consapevolezza che il problema è dietro l'angolo, non lo abbiamo superato, e ci prepariamo a ripetere periodicamente tamponi su tutto personale medico e sanitario per poi ricominciare sugli anziani e le fasce di popolazione a rischio".

A chi gli chiede quando finirà il calvario De Luca risponde: "Il calvario finirà quando ci sarà il vaccino. Nella migliore delle ipotesi a dicembre 2020. Da allora comincerà la produzione in massa del vaccino e ci vorrà qualche mese. Per cui la risposta alla domanda è quando avremo il vaccino. Fino ad allora il contagio resta dietro l'angolo e quindi occorrono comportamenti responsabili. Verificheremo nelle prossime ore - ha concluso il governatore - se è possibile aumentare gli ingressi nei treni e sui pullman ma chi entra su mezzo trasporto deve indossare obbligatoriamente la mascherina. Questa misura obbligatoria è indispensabile. Anche dal punto di vista sanitario stiamo tornando alla normalità con la riapertura dei reparti e degli ospedali come Agropoli che era stato chiuso nel 2013. Ora dobbiamo recuperare e ridurre le liste d'attesa".