C’è anche un ingegnere di Portici tra gli 80 italiani ancora bloccati nella città cinese di Wuhan, nella quale è stato ufficialmente individuato il focolaio di origine del “Coronavirus”. Si tratta di un 67enne che lavora per una multinazionale con sede proprio nella città cinese. L’uomo è bloccato da quasi un mese nella sua stanza d’albergo. 

V.S., ingegnere termoidraulico, stando alle notizie fornite dalla Farnesina sarà rimpatriato insieme agli altri nostri connazionali “nella notte tra il 2 e il 3 febbraio cioè lunedì mattina. Ovviamente saranno sottoposti a un regime sanitario qui in Italia in un luogo dedicato", ha dichiarato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio parlando in teleconferenza con l'ambasciatore italiano in Cina Luca Ferrari

A riportare i nostri connazionali in patria, ha fatto sapere il ministero della Difesa, sarà un aereo dell'Aeronautica Militare. Gli italiani rimpatriati saranno trasferiti, ovviamente, in una "idonea struttura per la sorveglianza sanitaria di soli 15 giorni".

I parenti dell’ingegnere di Portici, contattati telefonicamente dalla nostra redazione si dicono preoccupati e arrabbiati, anche per il continuo rinvio del rimpatrio: “Più passa il tempo più le condizioni peggiorano ed anche le scorte di cibo iniziano a scarseggiare. Ci ha più volte rassicurato che non ha nessun sintomo, ma ovviamente capirete che fino a quando non rientrerà in Italia siamo preoccupati. Abbiamo letto anche noi delle dichiarazioni del Ministro Di Maio, ma al momento non abbiamo avuto ancora nessuna certezza. Ci auguriamo quanto prima di riabbracciare il nostro parente”.

La smentita

Il caso