"La Regione, con un atto grave ed inaccettabile, ha stabilito che i laboratori privati accreditati della Campania non possano svolgere le indagini sierologiche per la determinazione degli anticorpi per il Covid-19. Ci appelliamo al ministro Speranza: intervenga e faccia chiarezza perché tali test sono invece possibili in numerose altre regioni italiane". Così, in una nota, Gennaro Lamberti, presidente di Federlab Italia, tra le principali associazioni di categoria (con oltre 2mila struttura associate su tutto il territorio nazionale ci cui 600 solo in Campania) dei laboratori di analisi cliniche e dei centri poliambulatoriali privati accreditati con il Servizio sanitario Nazionale. Nel mirino dei laboratoristi finisce la nota con la quale, ieri sera, l'Unità di Crisi di palazzo Santa Lucia ha imposto, di fatto, lo stop ai centri di analisi accreditati campani impedendo loro di poter effettuare i cosiddetti test di chemiluminescenza per la ricerca degli anticorpi Igm ed Igg, giudicandoli "difformi" rispetto alle vigenti "indicazioni sanitarie". 

Premesso, ha replicato Lamberti, che "mai sarebbero state violate le norme di sicurezza dal momento che tali esami si sarebbero svolti solo ed esclusivamente su prenotazione, quello che proprio non comprendiamo è perché in regioni come Veneto, Toscana, Lazio, Sicilia e Lombardia tali test vengano regolarmente effettuati, previo accordi con le strutture private e solo in Campania rappresentino un problema insormontabile". A nostro giudizio, rimarca ancora il presidente di Federlab: "le indagini sierologiche potrebbero essere strumenti decisivi per consentire alle imprese di riattivare le produzioni in sicurezza (o, in ogni caso, con minori rischi), sottoponendo il proprio personale ai test. Senza parlare, poi, delle decine e decine di cittadini che ogni giorno ci contattano per sottoporsi agli esami".

"E' inutile girarci attorno - rincara la dose Lamberti - ancora una volta la Regione respinge la mano che pure gli viene tesa dai laboratori privati accreditati inibendo, di fatto, il diritto alla salute del cittadino". Da qui la richiesta dell'associazione di categoria: "Non è possibile fare 'figli e figliastri'. Basta difformità per i cittadini campani. Il ministro Speranza intervenga e faccia sì che si adotti un criterio di uniformità di regione in regione".