Cali drastici degli accessi ai siti archeologici di Pompei ed Ercolano.

Nella giornata di oggi sono stati 280 gli accessi al sito ercolanese. Nei primi quattro giorni di marzo - stando ai dati forniti dal Parco - si registra un calo del 74,80% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nei giorni dal 1 al 4 marzo del 2019, che includevano una domenica gratis ora sospesa per coronavirus, si contarono 5.240 visitatori rispetto ai 1.318 del 2020, ovvero 3.922 in meno. Ma, nonostante le difficoltà del momento, l'auspicio è recuperare al più presto.

''Abbiamo ridotto gli accessi alle domus prevedendo un numero massimo di visitatori per volta; nei luoghi più stretti e meno arieggiati abbiamo ridotto ulteriormente il numero, ad esempio nelle Terme Femminili'' spiega il direttore del Parco archeologico di Ercolano, Francesco Sirano.

Ai tornelli, nello shop e nell'Antiquarium i visitatori trovano liquidi disinfettanti che vengono offerti da personale addetto. Lungo il percorso degli Scavi e davanti alla biglietteria sono stati posti degli avvisi, che campeggiano anche sul sito internet, in cui si chiede a chi entra di rispettare le disposizioni del governo ma anche di dare il proprio contributo con il buonsenso.

''Al Parco il personale di vigilanza è stato adeguatamente informato anche con disposizioni per evitare rischi e contagio'' conclude Sirano. ''Per gli amministrativi, tecnici, archeologi, conservatori e comunicatori stiamo preparando un progetto di smart working che sarà attivo da lunedì. Soprattutto e come sempre stiamo facendo squadra, tutti dal primo all'ultimo, e siamo certi che aiutandoci reciprocamente e responsabilmente supereremo anche questa difficoltà''.

Anche a Pompei la situazione precipita. Oggi sono stati registrati 1.172 ingressi contro i 6.049 del 7 marzo dello scorso anno. Il numero dei turisti è calato da 3.461 di domenica 1 marzo (prima domenica del mese che l'anno precedente aveva fatto registrare 15.215 presenze) ai poco più di mille visitatori di oggi. In un documento firmato dai sindacati della Funzione pubblica, Cgil, Cisl, Uilpa, Flp e Unsa, è stata chiesta al ministro per i Beni culturali la "chiusura al pubblico dei siti culturali del Mibact" fino al 3 aprile, per "minimizzare le ricadute di una potenziale epidemia'', con assenze retribuite e ammortizzatori sociali.

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