I laboratori privati accreditati della Campania non possono effettuare i test sierologici per la ricerca degli anticorpi IgM e IgG, che consentono di rivelare se un soggetto è entrato in contatto con il coronavirus.

Lo scorso 8 aprile le associazioni Federlab Campania, Aspat Campania, Anisal Campania e Confindustria Campania ne avevano annunciato l'avvio, per stamattina, ma ieri sera è arrivato lo stop dell'Unità di Crisi della Regione Campania che annuncia di avere chiesto uno specifico parere del Ministero della Salute.

Per l'Unità di Crisi, inoltre, l'effettuazione dei test nei laboratori privati rappresentano una seria minaccia alle disposizioni di contenimento e di distanziamento sociale emanati a livello nazionale e regionale.

"La Regione, con un atto grave ed inaccettabile, ha stabilito che i laboratori privati accreditati della Campania non possano svolgere le indagini sierologiche per la determinazione degli anticorpi per il Covid-19. Ci appelliamo al ministro Speranza: intervenga e faccia chiarezza perché tali test sono invece possibili in numerose altre regioni italiane". Così, in una nota, Gennaro Lamberti, presidente di Federlab Italia,

"Mai sarebbero state violate le norme di sicurezza dal momento che tali esami si sarebbero svolti solo ed esclusivamente su prenotazione, quello che proprio non comprendiamo è perché in regioni come Veneto, Toscana, Lazio, Sicilia e Lombardia tali test vengano regolarmente effettuati, previo accordi con le strutture private e solo in Campania rappresentino un problema insormontabile". A nostro giudizio, rimarca ancora il presidente di Federlab: "le indagini sierologiche potrebbero essere strumenti decisivi per consentire alle imprese di riattivare le produzioni in sicurezza (o, in ogni caso, con minori rischi), sottoponendo il proprio personale ai test. Senza parlare, poi, delle decine e decine di cittadini che ogni giorno ci contattano per sottoporsi agli esami".

"E' inutile girarci attorno - rincara la dose Lamberti - ancora una volta la Regione respinge la mano che pure gli viene tesa dai laboratori privati accreditati inibendo, di fatto, il diritto alla salute del cittadino".

Da qui la richiesta dell'associazione di categoria: "Non è possibile fare 'figli e figliastri'. Basta difformità per i cittadini campani. Il ministro Speranza intervenga e faccia sì che si adotti un criterio di uniformità di regione in regione".

la richiesta