Portici . Anche questo anno i cittadini si sono dati appuntamento  per assistere alla  posa   delle corone d’alloro dell'Amministrazione Comunale  ai monumenti commemorativi della Liberazione, nel Comune di Portici. Un atto che mai come questa volta   assume  un  valore ancora più particolare  per la democrazia e la libertà.        Il 25 aprile infatti  è il giorno dedicato  ogni anno  alla commemorazione  della  Liberazione  dell’Italia dal giogo nazifascista , alla fine dell'occupazione nazista, e alla  definitiva caduta del regime fascista  ,che però questa  volta viene celebrata   contemporaneamente  ai tragici eventi dell’Ucraina  a pochi chilometri di distanza ma su cui   soffiano già da due mesi  venti di guerra,  di  morte e distruzione  e dove si  combatte  accanitamente  tra il popolo ucraino che difende la  sua  libertà e l’integrità del suo territorio  e quello Russo  che lo ha proditoriamente  attaccato per conquistarlo e sottometterlo.       Presenti alla  celebrazione dell’evento  pur se  con mascherine e distanziamento  tanti cittadini ,  rappresentanti dell’Amministrazione ,  lo striscione dell ANPI, rappresentanti delle  forze dell’ordine , della comunità ebraica  per  mantenerne  viva la memoria  e per tramandare  i valori  fondanti della nuova Italia uscita dalla  guerra con la resistenza e il  coraggio  dei suoi figli.    Dopo l’apposizione della Corona d’alloro  alla lapide commemorativa  molti hanno spontaneamente  depositato un garofano rosso nel vaso sottostante la lapide in segno di omaggio  a tutti i caduti .          Il Sindaco Vincenzo Cuomo  ha tenuto un breve discorso  sul significato del 25 aprile in Italia  facendo  anche riferimento ai tragici eventi che si stanno consumando in Ucraina  : “ Questo anno più che mai c’è bisogno di un forte desiderio di libertà  - ha spiegato   il Sindaco  Cuomo  - che deve avvenire senza faziosità guardando a 77 anni fa quando persone di idee politiche diverse  e valori totalmente diversi si unirono per difendere la libertà. Ciò che è inaccettabile è  aggredire un popolo, invaderlo, bombardare gli ospedali pediatrici, bombardare la popolazione civile che non  hanno  nulla a che fare con l’ingaggio militare, è barbarie, è omicidio, è genocidio è violenza, e tutto ciò dobbiamo combatterlo a prescindere dalle posizioni che ognuno di noi esprime in questa città o in ogni luogo dove c’è un confronto politico. Se una diversa etnia può rappresentare un modello per invadere un altro popolo non è sicuramente un modello che appartiene alla nostra comunità e mai potrà appartenere e insieme dovremo dire viva la libertà contro ogni forma di violenza,  razzismo , sopraffazione” .  Dopo la deposizione della corona d’alloro alla lapide al Corso Garibaldi  (Ex Tribunale) la cerimonia si è ripetuta  in  latri luoghi della città     Largo Cormons, Villa Maltese Via Università, Villa Comunale Corso Umberto I   .


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