Emergono numeri da brivido per il mare della Campania nel rapporto "Mare Nostrum" di Legambiente, redatto sui dati forniti dalle forze dell'ordine e dalle Capitanerie di porto. Le coste della regione continuano ad essere colpite duramente, sia dagli scarichi inquinanti delle tante località che ancora non hanno una depurazione efficiente sia dal cemento illegale che non viene demolito.

L’inquinamento marino continua a stritolare il nostro mare, ancora stretto nella morsa di diffusi scarichi illegali di liquami e in genere di rifiuti, colpa soprattutto dell'assenza di depuratori oppure, quando esistenti, mal funzionanti e di una selva di illeciti che finiscono per trovare fine solo in fondo al mare.

Tra illeciti penali e amministrativi accertati nel 2021, la Campania si conferma maglia nera, raggiungendo la ragguardevole cifra di 2502 violazioni, 1758 persone denunciate e arrestate e 1026 sequestri. Per quanto riguarda la pesca illegale, con 1488 infrazioni penali amministrativi, 432 persone denunciate arrestate, la regione si piazza al testo posto nazionale superata da Sicilia e Puglia.

Il ciclo illegale del cemento, dalle villette abusivi all'occupazione illegale delle spiagge, da solo rappresenta il 50% del totale degli illeciti accertati, seguito dall'illegalità connessa ai fenomeni dell'inquinamento e alla gestione dei rifiuti e della pesca di frodo. Ammontano, infatti, a circa 15.998 i chilogrammi complessivi di pesce sequestrati nel 2021.


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