"Subito misure drastiche, non si perda nemmeno un giorno. La seconda ondata? Siamo pronti. Dobbiamo intervenire ora. E dobbiamo farlo con decisione e con coraggio, per salvare vite e per lasciare intatto il sistema produttivo".

Ad affermarlo è il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, intervistato da 'Avvenire'.

"Il governo c'è e io ho fiducia - dichiara - stringere ora è la sola strada possibile per salvare il Natale. E' l'obiettivo che va centrato con ogni sforzo e ogni sacrificio". Rispetto agli episodi di Napoli "non c'è nessuna giustificazione. Nessuna voglia di capire". Lo Stato non è al fianco "di chi parla con la violenza. È stata una ignobile vigliaccheria. Il governo non ha nessuna intenzione di transigere e nuove proteste nelle ore del coprifuoco saranno fermate con la massima decisione".

Per le aziende "serve un'azione di ristoro immediata e soprattutto giusta e una cassa integrazione puntuale. Lo faremo". La sfida è anche "una vera riforma fiscale" per "cambiare il rapporto fisco-cittadino. Ci sono famiglie che hanno dovuto scegliere tra una cartella e l'università dei figli o aziende che non hanno pagato il fisco per pagare uno stipendio. Finita la guerra al Covid bisognerà fare i conti con situazioni così e magari chiudere i conti con il passato".

Tra le priorità c'è comunque la scuola: "Azzolina ha lavorato bene, ma ancora una volta le polemiche hanno prevalso sulla volontà di costruire. Mi piacerebbe immaginare un tavolo con le opposizioni. Ma com'è possibile soffiare così sulla sofferenza degli italiani?".

Per i lavori parlamentari si deve "puntare sul voto a distanza". Ipotesi Draghi? "Non è il momento di speculazioni politiche: è l'ultima cosa che gli italiani vogliono". Rispetto invece al Mes "decide Conte, ma mi pare che la parola definitiva l'abbia detta Gualtieri, quando ha spiegato che tutta la forza del Mes è in 300 milioni di potenziale risparmio. La vera sfida sono invece i soldi del Recovery Fund".

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