- "I numeri che vediamo oggi, di riduzione globale dell'incidenza, di ricoveri, terapie intensive, mortalità e con un'incidenza scesa a 102 casi per 100mila abitanti e alcune regioni sotto ai 50 casi per 100mila abitanti, ci consentono di applicare un tracciamento dei casi sintomatici e cercare di bloccare sul nascere la catena del contagio".

Lo ha spiegato Giorgio Palù, presidente dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), in audizione in Commissione Igiene e Sanità del Senato. Questo andamento, ha precisato, "dipende sia dalla vaccinazione che dalla buona stagione, perché il Sars-Cov-2 è un virus a diffusione aerea e come tutti i virus di questo tipo, ha una mitigazione nel periodo tardo primaverile e estivo".

In merito allo spostamento della seconda dose dei vaccini a m-Rna Pfizer e Moderna, ha proseguito, "l'Aifa lo ha deciso perché c'erano almeno 4 studi britannici che dimostravano come allungando i tempi tra prima e seconda dose si manteneva l'efficacia nei confronti dell'evento malattia ma anche la durata degli anticorpi". In Italia c'è stato anche "un motivo pratico" per questa scelta, ovvero "l'esigenza di dare una consistente accelerazione alla campagna vaccinale": è stato il generale Figliuolo a farci notare che spostando la seconda dose di 2 o 3 settimane avremmo avuto a disposizione 3 milioni di dosi in più per coprire la fascia più esposta, quella fra 60 e 69 anni". Anzi, "uno studio uscito pochi giorni fa su Nature mostra che potremmo ritardare la seconda dose anche a 90 giorni". Infine, rispetto a "un vaccino unico e universale è il sogno di tutta la vaccinologia, ma ancora non c'è". Ma i vaccini a m-Rna, ha concluso, "hanno una tecnologia molto duttile che può incorporare tutte le varianti circolanti"