Ottanta pazienti ricoverati, 8 dei quali in terapia intensiva e 20 in sub-intensiva. Sono questi i numeri del Covid Hospital di Boscotrecase, che ha bloccato i ricoveri perché tutti i posti letto sono occupati. 

Il virus fa paura. L’ondata dei contagi si fa sentire e non risparmia nessuno, neppure il personale sanitario. E’ di oggi la notizia che sono oltre 40, tra medici, infermieri e personale paramedico, i positivi registrati tra quelli in forza nella struttura ospedaliera vesuviana.

“L’incidenza dei contagiati tra gli operatori è in linea con il dato nazionale, anzi volendo standardizzare il tasso avremmo dovuto aspettarci una maggiore incidenza, questo non è avvenuto grazie all’efficienza delle procedure di contenimento della diffusione del virus a partire dalla sorveglianza con i tamponi ed i percorsi interni” – esordisce così il dottor Savio Marziani, raggiunto telefonicamente da lostrillone.tv a margine della riunione dell’Unità di Crisi Interna del Covid Hospital di Boscotrecase allargata ai sindacati dei lavoratori. Un momento di confronto per analizzare la situazione attuale. 
Il direttore sanitario dell’Asl Napoli3 Sud ribadisce che in questi otto mesi, l’Ospedale ha costantemente aumentato i livelli di sicurezza ed il personale è periodicamente monitorato e sottoposto a tamponi.

Anzi come ci anticipa lo stesso Marziani: “La direzione generale dell’Asl ha già provveduto all’acquisto di macchinari per allestire un laboratorio interno che ci permetta di fornire in tempi più celeri i risultati dei tamponi, effettuati sui pazienti e sul personale. Un’azione in linea con le giuste richieste avanzate dai sindacati”.   Un sistema di sicurezza interno che per il dottor Marziani non ha nessuna falla: “l’evidenza del corretto funzionamento di tutte le misure è stato dimostrato dall’assenza di infezioni nel precedente picco epidemico” – dichiara a lostrillone.tv. 

A cambiare, quindi, è il virus che “presenta caratteristiche di bassa patogenicità, ma alta virulenza e può colpire tutti – continua Marziani. Non dimentichiamoci che gli operatori sanitari, sono anche essere umani. E’ una battaglia che possiamo vincere solo tutti insieme. Ma voglio allontanare qualsiasi ipotesi di contaminazione. I casi che abbiamo registrato tra gli operatori sanitari sono tutti concentrati”.

Si rischia quindi una carenza di personale? “Assolutamente no. Al momento possiamo garantire il personale per gli 80 posti in funzione. Abbiamo ritardato l’attivazione dei nuovi posti letto, proprio perché allo stato attuale non disponiamo di altri operatori e medici. Non è un caso che nei giorni scorsi l’Asl Napoli 3 Sud ha provveduto a pubblicare una manifestazione di interesse per individuare nuovi medici da inserire in organico, una situazione che sta interessando un po’ tutte le Asl d’Italia”. 

Quindi il sistema di condizionamento dell’aria dell’ospedale non ha colpe? “E’ eclatante quanto affermato – continua Marziani – il sistema non è a circuito chiuso, quindi non può verificarsi il passaggio di aria tra un locale di degenza, dove ci sono pazienti infetti, e aree di lavoro pulito. Inoltre abbiamo la nostra ditta che ciclicamente controlla tutto il sistema e stiamo procedendo, in via precauzionale, alla verifica di tutti gli indicatori, anche quelli microbiologici del microclima delle stanze, all’implementazione del sistema di decontaminazione con cabine sanificanti e stiamo sottoponendo nuovamente tutti gli operatori a tampone”. 

Insomma anche i “supereroi delle corsie” non sono esenti dal virus. Forse qualcuno volutamente lo dimentica?

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L'emergenza