Crac Deiulemar, anche il Comune di Torre del Greco tra i creditori ‘tardivi’ del fallimento
Gli armatori non pagavano l’Ici. L’Ente di palazzo Baronale vuole circa 100mila euro
04-06-2015 | di Salvatore Piro

VERSIONE ACCESSIBILE DELL'ARTICOLO
C’è anche la domanda presentata dal Comune di Torre del Greco, tra le circa trecento istanze tardive di ammissione al passivo depositate oggi al tribunale di Torre Annunziata. Inizia così l’ennesimo giorno cruciale dello storico crac della ‘Deiulemar Compagnia di Navigazione’: quello dell’udienza fissata in aula 2, al Palazzo di giustizia, per decidere chi, tra i creditori della compagnia, possa ancora insinuarsi nel colossale fallimento da 800 milioni di euro e rotti.
Anche l’Ente di palazzo Baronale, seppur in ritardo, spera di recuperare almeno qualcosina dal crac, dopo la recente scoperta dei responsabili del settore fiscalità e patrimonio del Comune. Gli armatori avrebbero contratto con l’Amministrazione un debito di 97.336 euro «per violazioni di omesso e/o parziale versamento dei tributi Ici relativi alle annualità 2009, 2010 e 2012». E’ così che il sindaco Ciro Borriello è passato al contrattacco, dando incarico oggi ai ‘suoi uomini’ di provare a recuperare il ‘tesoretto’. La domanda dovrebbe, con ogni probabilità, essere accolta senza troppe chiacchiere, così come accaduto in giornata per numerose altre istanze presentate da risparmiatori ed istituto di credito.
Crac Deiulemar, fortemente ridotte le pene per i fratelli armatori
Angelo, Pasquale e Micaela Della Gatta imputati per il crac da 770 milioni
Già nel 2012 il Comune di Torre del Greco, allora guidato dall’avvocato Gennaro Malinconico, si inserì nell’elenco dei creditori della Compagnia. In quel caso, il debito contratto dagli armatori era pari a circa 270mila euro per il mancato pagamento delle sanzioni relative agli oneri di costruzione dell’hotel Poseidon di via Cesare Battisti. Soldi in gran parte ottenuti solo con l’intervento di un fideiussore: la Banca Intesa San Paolo.
“Compiuto ora anche questo passo – sottolinea all’uscita del tribunale l’avvocato Giuseppe Colapietro, tra i legali che in città cura gli interessi di migliaia di risparmiatori truffati - si proceda alla perizia ed all’immediata vendita o al fitto di quegli immobili facenti parte dell’attivo, ma che oggi rappresentano solo un costo per la curatela. Poi – conclude – aspetteremo gli ultimi sviluppi sul fallimento della società di fatto”.
Sondaggio
Risultati
