Torre Annunziata. Il verdetto era scontato, "nell'aria". Da ora è anche ufficiale: dopo il fallimento di Nazario Matachione (qui e nei link correlati), a Torre Annunziata chiudono le 3 farmacie riconducibili al gruppo dell'imprenditore. Si tratta della centralissima "Farmacia del Corso", della "F. e G. Lavarone", entrambe con sedi in Corso Umberto I, e della storica farmacia di via Vittorio Veneto, periferia a sud della città. Tutte intestate alla società "Farmacia Principe di Savoia" di Ivana Borrelli, la nuova compagna di Nazario Matachione.

I giudici della sezione fallimentare del tribunale di Torre Annunziata (Palescandolo - Vitulano - Di Lorenzo), chiusi in camera di consiglio, hanno deciso intorno alle ore 14. A fallire sono anche due farmacie a Torre del Greco: il totale sale a 5. Il provvedimento sarà notificato, probabilmente, entro domattina. Ancora in "stand-by", invece, il futuro delle due farmacie riconducibili alla "Matachione Group" e con sedi nei comuni di San Giorgio a Cremano e di Santa Maria la Carità. 

LE PROSSIME MOSSE. Già domani il curatore fallimentare imporrà di abbassare le serrande delle 3 farmacie di Torre Annunziata coinvolte nel crac. Uno "stop" forzato che si ripeterà a distanza di pochi giorni. Così come già accaduto a Portici, dove l'11 novembre scorso, dopo il primo fallimento dichiarato dai giudici del tribunale di Napoli, a chiudere furono la farmacia "Internazionale", con sede in via Libertà, e la "Da Vinci".

La dichiarazione di fallimento, quel giorno, colpì inoltre la società in accomandita semplice "Farmacia del Poggio Imperiale", intestata al dottor Massimo Chimenti. Società che gestiva entrambi gli esercizi commerciali, all'esito di una prima operazione di cessione d'azienda. Operazione tentata da Nazario Matachione per scongiurare il crac.

ESERCIZIO PROVVISORIO? Più di 30 dipendenti, per salvare il posto di lavoro a Torre Annunziata, sperano che il tribunale conceda al curatore l'ok all'esercizio provvisorio delle tre farmacie fallite. L'ipotesi, paventata inizialmente dal commercialista ed ex city-manager del Comune, Vincenzo Sica, nel team di esperti incaricato da Matachione di studiare una bozza di concordato preventivo per ristrutturare i debiti con i fornitori, non appare scontata.

Tutti da verificare i suoi presupposti: a partire dal mancato pregiudizio agli interessi dei creditori. Valutazione che spetterà al giudice delegato. E l'esito non pare poi così scontato. A differenza del verdetto di oggi che, per circa 30 dipendenti, da poche ore ha già spalancato le porte al futuro incerto. 

Matachione: serrande aperte

REPLICA STARITA

la nota di sica

CHIUSE FARMACIE TORRESI

chiuse farmacie

il provvedimento