“I lavori al secondo piano erano abusivi.”. E’ uno dei passaggi della testimonianza di Antonio Russo, maresciallo dei carabinieri. Il militare, che ha partecipato alle indagini, è stato l’unico testimone ascoltato nel corso della prima udienza per il crollo della palazzina di Rampa Nunziante di Torre Annunziata. La lunga fase preliminare di costituzione delle parti ha infatti prorogato di diverse ore l’inizio del dibattimento. Il testimone, interrogato dal pubblico ministero Andreana Ambrosino, tornerà in aula il 20 marzo per il controesame degli avvocati difensori.

IL VIDEO. L’esame del teste è cominciato con la proiezione di un video. Il filmato, una sintesi del materiale realizzato nelle ore immediatamente successive al crollo, ha introdotto la testimonianza del maresciallo. 4 minuti necessari per “offrire una chiara fotografia della palazzina in quelle ore” come spiegato dal pubblico ministero.

LA TESTIMONIANZA. “Alle 6,20 abbiamo ricevuto diverse chiamate che segnalavano il crollo di una palazzina in via Rampa Nunziante – racconta in aula il maresciallo Russo - Ci siamo così diretti sul posto e con i vigili del fuoco abbiamo messo in sicurezza l’area. Successivamente abbiamo accertato chi erano i residenti e ottenuto una piantina dello stabile, grazie al geometra Caraviello dell’ufficio tecnico. Abbiamo ricevuto dall’amministratore del condominio Roberto Cuomo i documenti con i vari proprietari degli appartamenti con un contratto d’acquisto definitivo del 24 aprile 2016. Il quinto piano era di Marco Cuccurullo, il quarto di Aniello Manzo, il terzo di Ilaria Bonifacio (moglie di Roberto Cuomo) e il secondo di Rosanna Vitiello (moglie di Massimo Lafranco). Invece quelli al primo erano di proprietà di Emilio Cirillo e Luisa Scarfato”.

I LAVORI AL SECONDO PIANO. “Già nei giorni precedenti c’erano state delle lamentele da parte dei condomini per l’utilizzo di martelli pneumatici. Alcuni infissi non si chiudevano più” spiega il maresciallo Russo nella sua testimonianza. E alla domanda sulla regolarità dei lavori al secondo piano, il militare afferma “Abbiamo riscontrato che erano abusivi. Al primo piano invece erano in corso lavori di manutenzione nell’appartamento di Scarfato, con Scia del 7 febbraio 2017, e in quello di Cirillo, con Scia dell’8 marzo 2017. Al secondo piano i lavori erano visibili all’esterno, con tubazioni di scarico per materiale di risulta: qui non abbiamo trovato nessuna autorizzazione. Da testimonianze raccolte abbiamo ricostruito che il committente era Gerardo Velotto e Pasquale Cosenza, l’operaio che li stava materialmente eseguendo".

vai al video

l'editoriale

Il ricordo del 7 luglio

l'udienza