Due mesi a secco. E non importa come: di destro, di sinistro o con uno stacco imperioso. Per due bomber di razza quella rete che si gonfia, le braccia che s'allargano e quell'urlo di liberazione è e sarà sempre ossigeno puro. Due mesi a secco, dicevamo. Stavolta però il muro difensivo centra poco o nulla. L'avversario in questione è di quelli imprevedibili. Invisibile. Il Covid-19 ha messo tutti in ginocchio eppure, la sensazione, è che il peggio sia quasi alle spalle e che la fase 2 ormai alle porte possa finalmente cominciare a restituire un po' di vita a tutti noi.
Per Ciro Auricchio
e Nunzio Annunziata l'astinenza dal rettangolo verde è dura da digerire. Gli scarpini sono ancora riposti nel borsone, con loro abbiamo provato a fare il punto della situazione, in tandem, proprio come quando, in campo, guidano l'attacco della Virtus Vesuvio Ottaviano.

Come state vivendo la vostra quarantena?
Annunziata: "Lo vivo come un periodo d'attesa e di speranza. Quella di poter tornare quanto prima alla normalità, riprendendo in mano le nostre consuetudini, le nostre abitudini. Intanto ne approfittiamo per tenerci in forma, godendoci la famiglia e mettendo a punto qualche lavoretto in sospeso in casa, tra le mura domestiche".
Auricchio: "Siamo costretti a restare in casa, posso distrarmi un po' anche se il Coronavirus occupa gran parte dei miei pensieri. Lo vivo alla giornata, dispiace per i bambini che faticano a resistere ma soprattutto per tutte quelle persone costrette a restare sole".

Quanto vi manca il calcio? Immaginate sia plausibile una ripresa?
Annunziata: "Più che pessimista, mi ritengo un realista. In tutta onestà, nell'ambito dilettantistico, fatico ad immaginare una possibile ripartenza. Non ci sono le condizioni, anche se spero davvero di poter essere smentito. Il campo manca, certo, è una passione difficile da soffocare ma purtroppo non possiamo fare altrimenti".
Auricchio: "Sto morendo! Non ho mai vissuto una situazione del genere. Dalle sedute allo spogliatoio, le partite. Mi manca proprio tutto! Ripresa? La vedo dura, non coltivo grande fiducia in tal senso".

A bocce (purtroppo) ferme, tempo di bilanci, anche se parziali. Cos'è mancato per lottare stabilmente al vertice?
Annunziata: "Sinceramente non lo so. Diversi episodi però ci hanno penalizzato, condizionando il cammino. Mi viene in mente la partita disputata a Massa Lubrense, dominammo in lungo e in largo ma quei 3 punti persi a tavolino e le conseguenti squalifiche ci hanno un po' demoralizzato. Il più grande rammarico è che ci siamo fermati proprio nel nostro momento migliore, quando la rosa era di nuovo al completo col rientro di tutti gli squalificati ed infortunati".
Auricchio: "Stagione strana, piena di episodi a sfavore. Ci stavamo però riprendendo, il gruppo era quasi al completo, stavano arrivando i risultati e poi questo brusco stop. Dispiace perchè questo sì che è un gruppo di valore. Non so se presto o tardi ma secondo me, quando si potrà, si dovrà ripartire dalla stessa rosa allestita a dicembre, un paio di tasselli al posto giusto e posso garantire che questo gruppo potrà dire la sua, lassù, fino alla fine".

Tanta concorrenza lì in avanti. Com'è giocarsi il posto con così tanto talento nel reparto offensivo?
Annunziata: "La concorrenza per me non è mai stata un problema. Ciro, lo dicono i numeri, è un grande professionista e, per me, giocare con un calciatore del suo calibro rappresenta un grande stimolo".
Auricchio: "Non l'ho mai intesa come una rivalità, li considero tutti amici, veri uomini ancor prima che fantastici giocatori. Non vedo l'ora di poterli riabbracciare tutti".