Chi ha detto che la matematica è noiosa?

Le ultime iniziative in terra campana - ma comunque estese a tutto il territorio nazionale, e non solo - confermano invece le velleità e le sorprese di una materia che può essere insegnata e raccontata anche ai più giovani anche in modo piacevole e divertente.

Lo dice chiaramente “Forcella Brilla”, l’evento divulgativo, conclusosi l’11 settembre, dedicato ai giovani studiosi che vogliono avvicinarsi a Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica (le materie STEM, secondo l’acronimo inglese) senza tralasciare però le opportunità e, per certi versi, la magia, di discipline in continua evoluzione. Il campo, organizzato da L’Altra Napoli onlus con il coordinamento dell’Associazione “Amici di Carlo Fulvio Velardi”, si è tenuto nel centro del capoluogo partenopeo, ma non è stato, in questa fine estate, l’ultima iniziativa dedicata alla matematica.

Di recente successo, nell’ambito della seconda edizione del Salone del Libro e dell’Editoria di Napoli, anche la presentazione dei libri Jean Noel Schifano, uno dei quali, “Il Gallo di Renato Caccioppoli”, ha per protagonista l’omonimo professore napoletano di matematica, uomo geniale e ironico, il quale, grazie alle sue doti, ha saputo ridicolizzare il razzismo e l’ignoranza ai tempi delle dittature, dopo l’ascesa nazista.

Se matematica e letteratura sono un binomio possibile - come confermano anche gli studi sull’applicazione dei numeri alla poesia - vero è che l’universo delle cifre e delle espressioni impossibili sta anche alla base di altre forme di cultura e intrattenimento.

A partire da discipline ludiche storiche e diffusissime, come il poker, dotate di una propria radice matematica connessa al calcolo delle probabilità e, dunque, non solo alla componente fortuna, visto che il “valore atteso” (EV), deriva proprio dalla scienza dei numeri. Allo stesso modo, pensando al Blackjack, basta mettere in contrapposizione ai casino online europei quelli americani per capire radicali differenze, fondate proprio sulla matematica e sulla discrezionalità del croupier di vedere e rivelare le carte prima delle mosse dei partecipanti. Non a caso esiste una vera e propria scienza in merito: Peter Griffin, infatti - omonimo al personaggio della serie cartoon “Family Guy”- , fu uno studioso del conteggio delle carte e dei calcoli statistici in ambito ludico.

E non finisce qui: oltre alla musica - per le cui connessioni con la matematica basta pensare alla scienza di Pitagora sulla scala diatonica - anche la danza  ha dimostrato di avere affinità elettive con la scienza numerica, come ha confermato Rudolf Laban,ungherese, nello studio del movimento in termini geometrici.

Anche l’arte figurativa, infine, si è spesso fondata sul calcolo, da Leonardo a Piero della Francesca, passando per le espressioni contemporanee dell’artista trentino Giorgioppi.