“Abbiamo difeso lo Stato dalla frantumazione”. Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, è anche sceso in campo sul fattore politico. Negli ultimi giorni si era parlato di una sua opposizione per la firma del patto Stato-Regioni.

Il governatore così ha risposto. “Noi abbiamo posto due problemi: quello dell’apertura di lunedì e quello del ruolo tra regioni e Stato. E’ stata quasi capovolta la realtà. La Regione Campania ha difeso l’unitarietà dello Stato italiano contro la frantumazione. Noi dovevamo decidere una settimana, siccome era stata annunciata l’apertura per il 18, quale istituzione dovesse certificare lo stato dell’epidemia. Se dovessero farla 20 regioni o lo Stato italiano cioè il Ministero della Salute. La Campania ha sostenuto che quest’ultimo doveva essere a deciderlo. Abbiamo difeso il Governo, da una sua stessa scelta sfavorevole. E’ paradossale, ma è accaduto anche questo”.

Poi è partito all’attacco andando su tre punti. Il primo è stato il mancato aiuto per le zone rosse decise dalla Regione, con il coinvolgimento di città come Ariano Irpinop e quelle del Vallo di Diano ad esempio. Poi è tornato sul fondo di 240 milioni bloccato dal Ministero dell’Economia. Stiamo ancora aspettando che qualcuno si decida a sbloccare questi fondi. La domanda che pongo è: ma quale credibilità può avere l’annunciata misura di sburocratizzazione se ci sono queste risorse che si possono sbloccare in mezz’ora? Finché non si risolvono queste cose per noi si parla e non si decide e noi intensificheremo la nostra battaglia”. Infine le risorse per la sanità. “Chiediamo siano riequilibrati i fondi per le regioni”.

Infine De Luca ha anche fatto un passaggio sugli spostamenti interregionali, previsti dal 3 giugno. “Sono d’accordo il ministro Boccia, che ha specificato che bisognerà prima guardare la situazione epidemiologica”.

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