L'inizio sembra quello di una storia come tante. Due ragazzi che si conoscono in chat su Instagram. La fine è quella di un film dell'orrore. Chiusa in un'auto di un parcheggio violentata da un uomo di cui non sa praticamente nulla. Sono i terribili momenti raccontati da una diciottenne agli inquirenti a Torre del Greco. Dal primo approccio sui social del 10 giugno alla sequenza drammatica in un parcheggio a due passi dall'autostrada. E alla corsa all'ospedale Maresca accompagnata dai genitori chiamati dalla giovane vittima abbandonata in strada dopo lo stupro. 

Durante le prime conversazioni il ventiquattrenne diventa insistente. Vuole incontrare la ragazzina conosciuta solo tramite le foto sui social. Una serie di pressioni che lei interpreta come interesse, fino a sembrarle eccessive al punto da decidere di interrompere quel rapporto sul nascere. Ma per riprendersi la sua libertà la giovane torrese decide di accettare quell'appuntamento chiesto con tanta frequenza. Una passeggiata per avere conferme ai suoi dubbi, non immaginando si possa trasformare in una trappola come invece accade secondo quanto ricostruito questa mattina dal quotidiano Metropolis.

Soli nel parcheggio lei piange e implora, ma non c'è niente da fare. Lui le toglie il telefono per impedirle di chiedere aiuto e poi la violenta in due riprese. Alla fine la getta in strada e se ne va con la sua Fiat Cinquecento.

Adesso gli agenti del commissariato di Polizia hanno fatto i prelievi del Dna, visionato la cartella clinica della giovane e sono al lavoro per ricostruire la vicenda dal punto di vista investigativo. Dura la condanna del sindaco Palomba: "E’ aberrante ed inaccettabile, quanto leggo dalla cronaca di stampa di questa mattina: un episodio dalla violenza inaudita, perpetrato ai danni di una giovanissima donna della nostra città, alla quale rivolgo la piena solidarietà e la mia personale vicinanza. Quanto rappresentato dai giornali, descrive una storia di violenza insolita al nostro territorio che, tuttavia, deve far riflettere tutti, soprattutto, quanti hanno responsabilità pubbliche. Sono ancora più determinato e convinto – alla luce di quanto accaduto nell’area parcheggio della Santissima Trinità – che tali aree libere debbano essere monitorate, regolamentate e sorvegliate. Sono largamente fiducioso nel lavoro delle Forze dell’Ordine, e, resto pienamente disponibile per qualunque azione di parte si possa avere la necessità di porre in essere, a nome dell’Ente Amministrativo”.