Negli ultimi giorni si è molto discusso sulla proposta avanzata dalla commissione europea riguardo la creazione di un digital green certificate, utile a facilitare la libera circolazione dei cittadini tra i paesi dell’UE, durante l’attuale pandemia. 

L’idea è quella di evitare ulteriori blocchi, consentendo un parziale ritorno alla normalità, soprattutto in vista della stagione estiva; cosa che fa ben sperare tutti gli amici viaggiatori. 

Ho pensato, dunque, di condurvi alla scoperta di una città andalusa dalla bellezza senza tempo, colma di influenze provenienti da un passato ricco di storia, Granada.

Sarà un “trip” virtuale breve ma intenso in quello che fu l’ultimo baluardo della civiltà moresca.

“Donna, fagli l'elemosina, perché nella vita non c'è niente di peggio che essere cieco a Granada”. 

Così scriveva, a ragion veduta, il poeta messicano Francisco A. De Icaza.

Simbolo di prosperità, Granada, dal latino granatum, “melagrana”, è un affascinante ed accogliente luogo in cui cultura araba e andalusa si fondono per divenire un unicum. 

La città è ben collegata a Napoli grazie alla compagnia aerea EasyJet che effettua voli diretti da e verso Granada almeno un paio di volte alla settimana (o almeno così è stato sino all’inizio della pandemia). 

Potrete atterrare anche in altre città spagnole, come Malaga o Siviglia, e prendere un bus o un treno, noleggiare un’auto o ancora servirvi del car sharing, scelta super low cost.

Prenotate un hotel o un b&b in centro (c’è davvero una vasta scelta di alloggi, qualunque budget voi abbiate), nei pressi di Plaza del Carmen, sede del Municipio e zona riboccante di bar e ristoranti dalla quale ogni luogo d’interesse è facilmente raggiungibile. Ottima se a sera, provati dall’intesa giornata, non vorrete allontanarvi troppo per mangiare un boccone.

Iniziate la vostra avventura con una rapida occhiata al Corral de Carbon, immergendovi, subito dopo, nel piacevole caos dell’Alcaicería, in origine l’antico mercato della seta, distrutto in un incendio e poi ricostruito (l’attuale replica è meno della metà delle dimensioni originali). Oggi si presenta come un dedalo di viuzze in cui è possibile acquistare manufatti dall’anima “esotica”. Gli appassionati lo adoreranno.

Godete della bellezza che vi offrirà la Cattedrale di Granada, proprio lì vicino, prestando attenzione agli orari di visita.

Avanzate lungo le stradine pedonali del quartiere, fino a trovarvi al cospetto del Palacio de la Madraza, oggi sede dell’Università, un tempo scuola coranica; per soli 2€ potrete fregiarvi della sua visita.

Superate la Plaza Nueva fino alla chiesa di Santa Ana. 

Questo edificio del XVI secolo costituito da mattoni è in stile mudejar; caratteristici sono il portale ed il minareto, all'interno del quale è stato successivamente collocato un campanile.

Per uno spuntino, senza appesantirvi, consiglio i tapas bar della zona.

Dovete sapere che Granada è una delle poche città della Spagna che ancora serve gratuitamente delle ottime tapas (al costo di una cerveza).

Dopo la sosta, incamminatevi per la carrera del Darro (strada che costeggia il fiume Darro) facendo tappa al laboratorio e rivenditore di essenze “Patio de los Perfumes”. Non è un luogo storico ma una “boutique” speciale dall’architettura incantevole e dall’odore inebriante. Agli appassionati segnalo che si tengono qui delle brevi lezioni sulla preparazione delle essenze.

Continuate lungo la strada giungendo così al Banuelo (uno dei pochi bagni arabi sopravvissuti in Spagna) facendo però molta attenzione ai giorni ed agli orari di apertura; informatevi con anticipo senza improvvisare poiché rischiereste di trovarlo chiuso. In alcuni periodi è aperto soltanto fino alle 14:00.

Il costo del biglietto é di 5 euro.

Di tanto in tanto scorgete il torrente al di là del muretto che costeggia la strada; contemplate la lussureggiante valle del Darro ascoltando il suono morbido dell’acqua; un itinerario suggestivo che regala benessere.

Giunti al Paseo de Los Tristes, vi troverete ai piedi della collina che soggiace l’Alhambra.

Approfittatene per un suggestivo scatto alla fortezza.

Ritornando sulla strada che costeggia il fiume, qualora non aveste prestato attenzione, noterete una moltitudine di ripidi vicoletti che collegano la zona al quartiere arabo dell’Albaicín, uno dei miei preferiti. 

Perdetevi in questo dedalo di stradine circondati da case bianche decorate da piatti in ceramica esposti in bella vista sulle facciate e da piante e fiori coloratissimi. Qualora riusciste, date un’occhiata al Dar Al-Horra, dimora risalente al XV secolo.

Divertitevi ad esplorare (nella parte bassa della collina dell’Albaicín verso Plaza nueva) le favolose botteghe ricolme di prodotti e manufatti della cultura araba; servizi da te, oggetti in metallo ed altre meraviglie simili.

Potete, tuttavia, rimandare al tardo pomeriggio la visita alla parte bassa del quartiere così da avventurarvi in direzione Mirador de San Nicolas.

Una volta lì, scorgerete sulla collina opposta, la maestosa l’Alhambra ed in lontananza la Sierra Nevada. Fate coincidere la visita con l’ora del tramonto, momento unico in cui il sole che sparisce all’orizzonte tinge la roccaforte di tutte le sfumature del rosso. (Foto eccezionali)

Troverete, qui, tanti granadini che fanno musica e sorseggiano una buona birra seduti sui muretti con le gambe penzoloni o più composti, accomodati ai graziosissimi tavolini dei bar sulle terrazze a strapiombo. 

Gentilissimi artigiani vi proporranno le loro creazioni. 

Ricordo di una bellissima donna spagnola, molto scura, latina, che poi si rivelò essere un’esperta ballerina di flamenco. Proprio qui mi vendette, per pochi euro, un meraviglioso anello che custodisco, ancora oggi, gelosamente. 

Se avete tempo, date un’occhiata alla Iglesia de San Nicolas. La sua costruzione, risalente al XVI secolo, fu commissionata dalla coppia reale cattolica sul sito di una vecchia moschea. La chiesa si trova al centro dell'Albaicín e dell’omonima piazza.

Terminata la sosta al Mirador fate ritorno in centro - direzione Plaza Nueva - affacciandovi nelle teterías che incontrerete  lungo la veloce discesa.

Optate per una breve pausa in hotel prima della tanto agognata cena andalusa.

Suggerisco il ristorante “Puerta del Carmen”, in Plaza del Carmen o “La telefonica”, sempre in zona Bib-Rambla. 

Per qualcosa di più tradizionale invece c’è la storica “Bodega Castaneda”, istituzione a Granada.

La mattina seguente svegliatevi di buon ora (ma davvero di buon ora), vi aspetta il tour di uno dei monumenti più importanti della Spagna, patrimonio Unesco, l’Alhambra. 

Raggiungete il sito con le linee di bus che fanno stazionamento a Plaza Nueva (il costo del biglietto è di 1,20 €).

Visitate con calma i giardini del Generalife (consiglio di ammirarli in primavera passeggiando sotto il sole mattutino) e gli splendidi palazzi Nasridi dall’aura fiabesca. Lasciatevi guidare da ciò che più catturerà i vostri sguardi o se preferite seguite i percorsi indicati dalle mappe che vi saranno consegnate sul posto.

Un po’ di storia: il complesso risale al periodo della dominazione moresca (Nashrid-sultani) e in arabo significa "qasr alhamr" o Palazzo Rosso.

Questa "città nella città" fu costruita dai Mori nel XIII secolo sul colle Sabika di Granada. Dopo che i re cattolici conquistarono la città di Granada sconfiggendo il popolo arabo nel 1492, essi occuparono anche questo palazzo. (Godetevi la vista mozzafiato che si gode dalle varie terrazze)

Una caratteristica peculiare dell'Alhambra consiste nelle numerose e bellissime decorazioni moresche del periodo di Yusuf I.

Attenzione al biglietto! Dovrete acquistarlo con debito anticipo. Sul sito web ufficiale i ticket vanno a ruba già mesi prima. 

L’alternativa è di prenotare dei tour guidati di due o tre ore. Sono disponibili in molte lingue e costano dai 35 ai 50 euro. Ma se fosse l’unico modo per visitare il palazzo, non esitate! La fortezza accoglie soltanto 300 visitatori ogni mezz’ora (questo prima del COVID, probabilmente ora il numero sarà ridotto).

Al termine della visita non prendere il bus ma preferite il meraviglioso itinerario pedonale che attraversa la rigogliosa valle del Darro; un percorso che vi condurrà sino al quartiere dell’Albaicín, a pochi minuti di cammino dal centro.

Concedetevi il resto della giornata per una passeggiata in tutta calma. Approfittatene per una pausa “dolce” gustando degli ottimi churros, accompagnati dalla classica cioccolata in tazza, alla “cafeteria & churreria Alhambra” o alla “churreria Desi”. 

Fate un giro a Colon, la “via dello shopping” se cercate le grandi firme o le catene come Zara, Mango etc. . 

Se invece siete alla ricerca di oggetti speciali consiglio di cercare rivenditori manifatture in ceramica, in particolare quelle di Fajalauza, la cui caratteristica principale è il disegno dalle classiche tonalità verdi e azzurre, che ritroverete anche sui famosi piatti decorativi esposti su alcuni degli edifici storici della città. 

Altri prodotti da acquistare, se avete spazio in valigia, sono i classici jarapas, dei tappeti prodotti nella zona di Alpujarra.

 

Concluso il tour delle principali attrazioni di Granada, qualora aveste a disposizione altre 24h da spendere nella favolosa provincia andalusa, consiglierei una breve visita al quartiere gitano del Sacromonte. 

Famoso per le sue cuevas, “le grotte che puntellano tutta la valle de Valparaíso, dimore dei gitani”, questo luogo è dotato di un particolare fascino che ha dato origine a miti e leggende; se siete curiosi leggete la celebre Barranco de los Negros.

Potrete raggiungere il quartiere da Plaza Nueva con un bus o a piedi (ma sarà un po’ faticoso), dalla carrera del Darro finché la strada non curva in salita su Cuesta del Chapiz, complesso di due abitazioni moresche del XVI secolo. Questa è considerata la casa moresca più grande di Granada che ad oggi ospita la Scuola di Studi Arabi.

Due musei veri e propri sono invece quello etnologico “de la mujer gitana” e il Museo “cuevas del Sacromonte”. Si trovano entrambi in Calle Barranco de los Negros (ingresso 5 euro).

Concluso il giro a piedi, c’è un ultima “attrazione” da non perdere, la Zambra ovvero la variante di Flamenco ballata qui. 

Nel quartiere troverete, difatti, il Museo de la Zambra, non un museo in senso stretto ma il luogo per eccellenza dove si suona, si canta e si balla la famosa danza. 

Trascorrete qui un dopo cena (magari dopo aver fatto visita all’ottima Taberna de Jam) o mangiate un boccone sul posto godendo dello spettacolo intenso e suadente regalato dai ballerini di flamenco.

Un’ultima notte granadina di pura magia.