TORRE ANNUNZIATA. Nascondeva tre grammi di crack in cucina, vicino al frigorifero, e più di 4mila euro in contanti all’interno di una borsa da donna “Prima Classe” color marrone: un anno di galera (pena sospesa) a Michele Iapicca, 29enne torrese di via Sambuco, con diversi precedenti penali e ritenuto dagli investigatori vicino al clan Gionta.

LA PARENTELA. Il pusher - condannato ieri dal giudice del tribunale di Torre Annunziata, Antonio Pepe, al termine di un processo per spaccio celebratosi in abbreviato - è il nipote dell'ex killer del clan di via Bertone Giovanni Iapicca, per anni detenuto a Novara in regime di 41-bis. Ma nel 2015 proprio "rangetiello", l'ex tiratore scelto già condannato all’ergastolo per il duplice omicidio De Angelis-Genovese, sarebbe cambiato. Il carcere duro lo avrebbe infatti spinto a rientrare nei progetti di formazione e recupero, sponsorizzati dal penitenziario piemontese. Ora "rangetiello" è un bravo spazzino, regolarmente inquadrato con contratto da otto ore al giorno ed impiegato al carcere e dintorni.

IL BLITZ. Il nipote di "rangetiello", invece, finì in manette lo scorso 6 settembre. I carabinieri della stazione di Torre Annunziata (agli ordini del comandante Andrea Rapone e del luogotenente Egidio Valcaccia) dopo un blitz in via Sambuco, all'interno della sua abitazione, sequestrarono: crack e cocaina dal peso lordo di 2,43 grammi, oltre a materiale vario per il confezionamento dello stupefacente. La droga era divisa in sette dosi, occultate dal pusher in un mobiletto accanto al frigorifero. Michele Iapicca, già condannato ad otto anni in primo grado, sempre per spaccio, con sè aveva anche tanti soldi. Precisamente 4.645 euro, in banconote di piccolo taglio nascoste in una borsa “Prima Classe”. Borsa che il pusher conservava nella cameretta del figlio minorenne. Al termine del blitz, i carabinieri nel dettaglio sequestrarono: 75 euro, suddivisi in tre banconote da 20, una da 10 e una da 5; 220 euro in tre banconote da 50, tre da 20 e una da 10. Infine, ulteriori 4350 euro, divisi in una banconota da 500, 6 da 50, 109 da 20, 109 da 10 e cinquantasei da 5 euro. Oltre al denaro, Michele Iapicca venne trovato in possesso di un accendino a gas e di una confezione di bicarbonato di sodio, utilizzato secondo i militari per il taglio della droga. 

IL PROCESSO. Convalidato l'arresto, Iapicca era stato poi spedito ai domiciliari. Difeso dall'avvocato Luciano Bonzani, il 29enne a processo aveva scelto di difendersi con rito abbreviato, sperando nello sconto della pena. Sconto che, alla fine, è arrivato. Il pm della Procura di Torre Annunziata, per il nipote dell'ex killer dei Gionta, aveva infatti chiesto una condanna a 3 anni.

Nella foto, la droga e i soldi sequestrati in via Sambuco