Boscoreale. E’ stato scarcerato ieri dall’ottava sezione del Riesame di Napoli, Antonio Di Prisco (nella foto), il 31enne di Boscoreale finito in manette con altre 18 persone nel blitz che il 14 ottobre scorso ha smantellato una ricca piazza di spaccio gestita dal clan Tasseri al Piano Napoli. Sale dunque a due il numero di indagati liberati dal Tribunale ed inizialmente coinvolti nell’operazione “Thor” della DDA partenopea (con Di Prisco è tornata in libertà anche la 24enne Carmela Russo, alias “Melania”). Operazione messa a segno grazie alle rivelazioni dell’ultimo pentito di via Settermini, Gennaro Colantuomo, che ha deciso di collaborare con la giustizia per paura di morire. 

Anche Di Prisco era stato chiamato in causa dal neopentito, amico di Mauro Buonvolere (21 anni), il giovane massacrato a colpi d’arma da fuoco il 7 febbraio scorso alle palazzine del rione popolare di Boscoreale. Nell’ordinanza firmata dai pm dell’antimafia di Napoli, Filippo Beatrice e Giovanni Colangelo, Colantuomo rivela infatti che Di Prisco “faceva il pusher”. Per questo il 31enne fu arrestato nel blitz “Thor”: spacciava per un’associazione armata finalizzata al traffico di stupefacenti, con pusher pagati fino a 300 euro a settimana ed organizzati in ‘turni’ per tenere la piazza sempre aperta a disposizione dei clienti.

L’avvocato di Di Prisco, Maria Macera, ha dimostrato ieri ai giudici del Riesame che quella frase detta dal pentito rappresenta, nella corposa ordinanza di custodia, l’unico riferimento al suo assistito. Nessuna foto che ritrae il 31enne di Boscoreale intento a spacciare. Nessuna intercettazione telefonica in cui compare il suo nome ed Antonio Di Prisco è tornato a casa. Libero. Tra due giorni a Napoli si discuteranno le ultime istanze di scarcerazione per il gruppo capeggiato, secondo l’inchiesta, da una donna, Mariarosaria (47) alias “Isaura”, da Raffaele e Giuseppe Tasseri.