Torre Annunziata. Droga, soprattutto hascisc, acquistata in quantità industriale in Spagna per conto di 3 clan del napoletano; poi “piazzata” da esperti pusher locali tra Roma, il basso Lazio, Caserta e le falde del Vesuvio. Sono in tutto 14 le condanne distribuite dal gip di Napoli Paola Valeria Scandone, su richiesta dei pm della Dda partenopea.

Sei anni di carcere in continuazione sono stati inflitti anche ai torresi Guido Amitrano, classe ’71, residente in via Filippini e attualmente detenuto ad Avezzano. A 4 anni e otto mesi (sempre in continuazione con altri reati) è invece la condanna per Rosario Spiezio, 33enne di via Giovine Italia ma con origini stabiesi.

L’INCHIESTA. Intercettazioni telefoniche, dichiarazioni di pentiti, sequestri. Quella dell’Antimafia è un’indagine complessa ma “lampo”. Che in soli 5 mesi – tra dicembre 2008 e aprile 2009 – smaschera un’associazione transnazionale dedita al traffico di hascisc e cocaina. La droga è acquistata dai promotori del cartello in Costa del Sol, tra la punta Tarifa e capo di Gata, nei territori della Provincia di Malaga.

A capo dell’organizzazione – secondo gli inquirenti –  4 napoletani: Giovanni Pecoraro, Luigi Dentice, Antonio Todisco e Rosario Dota. Loro trattano con i fornitori iberici, organizzano i dettagli dell’operazione. Dopo gli accordi in Costa del Sol entrano in gioco piccoli grossisti e pusher. Anche Amitrano e Spiezio, difesi dagli avvocati Roberto Cuomo e Giuseppe De Luca, e condannati soltanto per singoli episodi di cessione. Per entrambi, l’accusa chiedeva pene durissime: dai 10 ai 12 anni.

Guido Amitrano, già coinvolto in un’inchiesta del 2012 sulla droga che sull’asse Torre Annunziata-Catania invadeva i “Giardini Naxos” di Taormina, è stato condannato per la detenzione in concorso ai fini di spaccio di 200 grammi lordi di cocaina, poi caduti in sequestro.

Anche Spiezio spacciava ‘coca’. Il 33enne stabiese, così come Amitrano, nel 2009 era già finito in manette. Arrestato al termine dell’operazione “Vendela”: era il nome di una rosa la parola in codice usata per ordinare la droga, destinata al mercato del nord Ciociaria. A differenza di “Vendela”, qui fornitori e pusher usavano altri termini. Come “ristorante”, “giubbini” “mozzarella” o “staffe”. A seconda della qualità del carico.

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