Duro affondo ai clan di Resina: chiesti 110 anni agli Ascione-Papale e ai Birra-Iacomino
La sentenza del pm della Dda Filippelli mette ko entrambi i gruppi criminali
04-03-2015 | di Alessandro Genovese

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Centodieci anni di condanne: arriva dalla sesta sezione penale del tribunale di Napoli l’ultimo affondo nei confronti dei clan di Resina, gli Ascione-Papale e i Birra-Iacomino. La sentenza, particolarmente dura, rispecchia quasi totalmente la requisitoria del pm della Dda Pierpaolo Filippelli. Con vent’anni a testa si collocano nelle posizioni più alte il ras Natale Dantese (ex reggente degli Ascione-Papale) e Gaetano Vulcano: il primo risponde del tentato omicidio di Francesco Durantini e di armi, mentre il secondo di 416 bis, del tentato omicidio di Francesco Durantini ed armi. Diciotto anni di reclusione sono stati invece disposti per Angelo Bruno, accusato di 416 bis, armi e tentato omicidio di Francesco Durantini. Ancora quindici anni sono stati decisi per Salvatore Viola, che risponde di 416 bis ed armi. I giudici si sono pronunciati anche nei confronti di Marco Cefariello, arrivato alla sbarra con l’accusa del tentato omicidio di Ettore Merlino, al quale sono stati inflitti quattordici anni di carcere. Dieci anni per 416 bis dovrà scontarli ancora Gennaro Dantese (altro uomo di fiducia degli Ascione-Papale), nove anni per 416 bis sono stati disposti inoltre nei confronti di Enrico Castaldo e Aniello Taurino e infine quattro anni e sei mesi per Franco Sannino, accusato di 416 bis. Alla sentenza di primo grado si è giunti con le indagini dei carabinieri di Torre del Greco, che negli ultimi anni hanno smantellato le due cupole di Ercolano.
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