Ercolano ancora una volta mette in luce le sue tante contraddizioni. Il comune che sorge alle falde del Vesuvio nonostante le sue tante bellezze naturali e artistico culturali, sembra non voglia trasformarsi in una città a misura di turista.  È il degrado e l’inciviltà a rendere una delle città più belle della provincia partenopea, solo un ripiego del turismo mordi e fuggi. Tanti i problemi che segnano Ercolano e la trasformano alcune volte in terra di nessuno in preda ai vandali. 

Per accorgersi delle criticità ercolanese non bisogna immergersi negli storici ma malandati vicoli ma basta passeggiare per le vie principali dell’ex feudo borbonico. Camminando per corso Resina, arteria principale dove è situato anche il palazzo di città, ecco che emergono le prime pecche, i paletti i delimitano il marciapiede dalla carreggiata sono stati quasi tutti  abbattuti, dagli incivili o solo dai  residenti che dopo i lavori di restayling del corso non avendo più posti per parcheggiare hanno deciso di eliminare i paletti e creare dei posti auto sui marciapiedi.

Ma passo dopo passo la situazione si complica e i turisti sono costretti a  fare lo slalom tra i sacchetti della spazzatura accumulata in un angolo, nonostante  l’amministrazione comunale di Ercolano da anni stia tentando di far decollare  un servizio di raccolta differenziata. Auto parcheggiate sulle strisce pedonali o negli incroci, piazzate sui marciapiede per decine di metri, così da impedire il passaggio ai pedoni.

Nelle periferie la situazione non migliore, infatti le strade della zona alta del comune degli scavi che conducono fino al cuore del parco Nazionale del Vesuvio, quasi tutti i giorni sono deturpate da rifiuti ingombrati,  tra buche che con la pioggia si sono trasformate in vere e proprie voragini e l’assenza di controlli per evitare che i residenti dei comuni limitrofi scarichino indisturbati sacchetti dei rifiuti e mobili in disuso. 

C.C.