Grande la partecipazione da parte di giovani, ragazze, Chiesa e cittadini, alla manifestazione tenutasi ad Ercolano contro i roghi tossici che stanno inquinando l’aria soprattutto in questi giorni. Il corteo radunatosi in piazza Trieste ha marciato fino al comune e tutti i partecipanti indossavano mascherine, simbolo dell’aria malata che sono costretti a respirare quotidianamente. Mascherine che sono state poi attaccate sulle finestre del comune in segno di protesta per una lotta mai ascoltata dalla Istituzioni.

Cittadini e Chiesa hanno chiesto provvedimenti specifici per salvaguardare il territorio. La situazione di sversamento illecito dei rifiuti è al massimo del suo degrado, si rilasciano scarti dal mattino alla sera, preparati in appositi luoghi per poter essere poi incendiati.

 “Le persone costrette a respirare l’aria tossica proveniente dalla combustione di rifiuti di vario genere chiedono che nell’immediato intervenga l’esercito italiano a presidio di questa area di Resina, e tutte le vie limitrofe e nel Parco Nazionale del Vesuvio. Si voglia impiantare un sistema di videosorveglianza lungo questo periodo, bonificare tutti i siti contaminati con il ripristino dei luoghi evitando conflitti di interesse. Ripristinare e riorganizzare la viabilità di alcune strade e la pavimentazione per limitare la possibilità di sversamenti illeciti”.

Presenti alla manifestazione i parroci Maurizio Patriciello, Giorgio Pisano, Marco Ricci, Alex Zanotelli, Antonio Cozzolino, l’associazione Salute e Ambiente Vesuvio ed il sindaco Ciro Buonajuto, non invitato, ma presente alla marcia della speranza.

Ercolano non deve morire, siamo veramente una zona che ha sopportato qualcosa di incredibile- dichiara Don Maurizio Patriciello, continua- questa cosa è stata possibile a causa della camorra che ci rompe le scatole da anni, ma ancora più camorristi sono gli industriali che hanno fatto affari con la camorra perché sapevano benissimo che cosa ci fosse in quei rifiuti. Quando alla Reggia di Caserta ho incontrato Renzi, ho fatto presente che qui ci sono anche rifiuti tossici provenienti dalla regione Toscana, le concerie, le pelli, ed il Presidente del Consiglio ne era consapevole. Nei roghi non c’è solo spazzatura, ma tutti gli scarti delle nostre piccole e grandi industrie. Quando i sindaci fanno il loro dovere siamo obbligati a fare, l’applauso, ma quando non sono in grado di farlo, meritano da noi solo schiamazzi. Questo problema è di ordine politico, e la politica dovrebbe risolvere tale situazione, qui stiamo avvelenando l’essere umano”.

Anche Padre Alex Zanotelli, ha sottolineato la gravità della situazione e l’esigenza che viene dal basso di spronare e spingere le Istituzioni a reagire al degrado: “Ragazze e ragazzi tocca a voi continuare a lottare, i politici non ci salveranno- spiega Zanotelli, continua- la gente inizia a scendere in piazza e dire basta, dobbiamo accompagnare come Chiesa i movimenti popolari, chi combatte per i propri diritti naturali, l’aria e l’acqua. L’acqua ci è già stata portata via, ed ora vogliono toglierci anche l’aria. Siamo davanti al Comune, oggi, per dire al sindaco che sono passati quattro anni nei quali noi preti stiamo lottando, e non è stato fatto ancora niente”. 

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