La morte di Lucio Di Giovanni freddato insieme a Raffaele Di Grazia il 6 febbraio del 2000 a Ercolano a pochi metri dalla tenenza di carabinieri, fu decretata dal carcere.

A condannare a morte per contrasti interni al cartello criminale dei Birra- Iacomino, fu Stefano Zeno. A portare nella Cuparella – come si evince nelle oltre quaranta pagine dell'ordinanza di custodia cautelare emessa questa mattina a carico di Giovanni Birra, Stefano Zeno, Raffaele Perfetto e Salvatore Viola (tutti detenuti in regime di 41bis), Antonio Birra, Vincenzo Bonavolta, Lorenzo Fioto, Carlo Serrano (detenuti), Felice Saccone (libero)- Giovanni Savino .

A raccontare tale particolare agli inquirenti lo stesso Savino considerato dagli investigatori un attendibile collaboratore di giustizia. L'uomo raccolse il messaggio di morte del boss durante una breve detenzione dove era stato spedito per la violazione di un obbligo di sorveglianza.

C.C.

La ricostruzione

L'operazione