Ha ucciso Pietro Scelzo, detto “o’ nasone”, arrestato Pasquale Rapicano, inchiodato dalle dichiarazioni del pentito Renato Cavaliere.

I carabinieri di Torre Annunziata hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di quello che è ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio premeditato ed aggravato dalle finalità mafiose di Pietro Scelzo, ucciso a Castellammare di Stabia il 18 novembre 2006 in vico Pace.

La richiesta della misura restrittiva è stata avanzata dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Napoli, dopo la sentenza con la quale la Corte di Assise di Appello di Napoli, il 28 novembre scorso, aveva condannato Pasquale Rapicano alla pena dell’ergastolo con isolamento diurno per 6 mesi.

Rapicano, arrestato nel 2007 dal Commissariato di Polizia di Castellammare di Stabia, era stato condannato all’ergastolo nel 2009 dalla Corte D’Assise, per poi essere assolto con sentenza della Corte di Assise di Appello nel 2011.

L’odierno provvedimento trae spunto da una lunga istruttoria dibattimentale e dalle recenti dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia che hanno consentito di acclarare l’esatta dinamica dell’efferato delitto commesso dal Rapicano in concorso con Vincenzo Guerriero alias “Enzuccio o’cane”, quest’ultimo poi suicidatosi nel carcere di Benevento nel 2017.

È stato grazie alle recenti dichiarazioni del pentito Renato Cavaliere che è stato possibile inquadrare l’uccisione di Pietro Scelzo nel contesto del crimine organizzato ed in particolare nell’ambito della faida tra i due contrapposti clan D’Alessandro e gli scissionisti degli Omobono – Scarpa.

L’omicidio di Scelzo, avvenuto proprio nel Centro Storico di Castellammare, si collocava in una fase estremamente violenta, caratterizzata da numerosi eccellenti delitti tra cui quelli di Giuseppe Verdoliva e Antonio Martone, affiliati al clan D’Alessandro.