A distanza di poche ore dalla notizia di un agguato consumatosi in un palazzo di corso Vittorio Emanuele III a Torre Annunziata nei confronti di Giuseppe Carpentieri, genero del boss Valentino Gionta,  arriva la ferma condanna del sindaco Vincenzo Ascione.

«Neanche l’emergenza sanitaria come quella che stiamo vivendo da circa due mesi riesce a fermare la mano armata della camorra. Il gravissimo episodio avvenuto oggi pomeriggio, testimonia come la criminalità organizzata, seppur fortemente ridimensionata da arresti e condanne, grazie al lavoro incessante delle Forze dell’ordine e della Magistratura, continua nel tentativo di distruzione del tessuto sociale ed economico della città.

E’ evidente – continua il primo cittadino - che la lotta per estirpare questo cancro non è ancora terminata e che bisogna sempre mantenere alta la tensione e l’attenzione nei confronti di questi fenomeni malavitosi.

Abbiamo totale fiducia nell’operato dell’autorità giudiziaria e delle forze dell’ordine – conclude Ascione -, e sono più che certo che investigatori e inquirenti sapranno far luce su quanto accaduto, assicurando alla giustizia i responsabili del raid consumatosi oggi pomeriggio.

Ahinoi, questa vicenda getta nuovamente ombre su un’intera comunità che tenta in ogni modo di scrollarsi di dosso l’etichetta di città di camorra, che ormai appartiene al passato. Perché indietro non si torna. Lo dobbiamo alle forze sane della città e ai tanti imprenditori che stanno scommettendo sulla definitiva rinascita di Torre Annunziata».

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