Giada D'Antonio. Dalle pendici del Vesuvio a quelle di Cortina
Sarà la prima sciatrice napoletana a partecipare alle Olimpiadi invernali
03-02-2026 | di Francesco Pio Staiano
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A soli sedici anni Giada D’Antonio ha già inciso il suo nome nella storia dello sport campano. È la prima sciatrice napoletana – e in assoluto la prima atleta della Campania – a qualificarsi per i Giochi Olimpici nello sci alpino. Un traguardo che fino a qualche mese fa sembrava un sogno lontano, e che invece oggi diventa realtà per la giovane promessa cresciuta all’ombra del Vesuvio. Tesserata per lo Sci Club Vesuvio, Giada ha scoperto la neve sulle piste abruzzesi di Roccaraso, seguendo la passione del padre Fabio. Per anni la sua vita sportiva è stata fatta di trasferte infinite: dodici ore di viaggio in auto o in pulmino per raggiungere le gare del Nord. Il talento di Giada è esploso con forza lo scorso novembre, quando ha debuttato nelle competizioni internazionali vincendo due slalom FIS in Svizzera. Risultati che hanno convinto la Federazione a inserirla nella nazionale C, avviando un percorso accelerato che nessuna sciatrice campana aveva mai intrapreso. Il salto decisivo è arrivato a fine dicembre, con l’esordio in Coppa del mondo nello slalom di Semmering. Una gara complicata, conclusa con un’uscita nella prima manche, ma sufficiente a mostrare agli addetti ai lavori che la ragazza del Vesuvio aveva qualcosa di speciale. La conferma è arrivata a Špindlerův Mlýn: fuori dalla seconda manche per un solo centesimo, ma davanti a atlete molto più esperte. Da lì, la convocazione olimpica è diventata inevitabile. Nata a San Sebastiano al Vesuvio, Giada porta con sé una storia familiare che unisce Napoli al Sud America: la madre ha origini colombiane ed ecuadoriane. Un intreccio culturale che la giovane sciatrice vive con naturalezza e che contribuisce a renderla un simbolo nuovo per lo sport campano. Il suo nome compare ora accanto a campionesse come Sofia Goggia e Federica Brignone nella lista delle undici convocate per Milano-Cortina. Un risultato che ha acceso l’entusiasmo del movimento sciistico regionale. Nel circuito la conoscono come “Black Panther”, un soprannome nato per gioco tra le compagne di squadra e rimasto come marchio distintivo. “Mi rappresenta”, racconta lei. L’autunno scorso ha affrontato un cambiamento radicale: si è trasferita a Predazzo, in Trentino, insieme alla madre, lasciando il liceo sportivo di Napoli per un istituto tecnico economico. A casa, ai piedi del Vesuvio, sono rimasti il padre Fabio e il fratello Anthony, che la sostiengono sempre. Verso Milano-Cortina: una prima volta che pesa Il 18 febbraio Giada sarà al cancelletto dello slalom olimpico. Nessuna pressione di risultato, ma un’enorme responsabilità simbolica: rappresentare Napoli e la Campania in uno sport che, fino a oggi, sembrava lontanissimo dal Sud. Per lei, però, è solo l’inizio. “Milano-Cortina è un punto di partenza”, ripete spesso. E guardandola scendere è difficile non crederle.
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