Giancarlo Siani, il giovane giornalista de Il Mattino, torna ancora una volta tra la gente nella sala biblioteca di San Giorgio a Cremano, in una mattinata ricca di studenti delle scuole della città. A quarant’anni dalla sua barbara uccisione per mano della camorra, il 23 settembre 1985, quando aveva solo 26 anni, il suo ricordo si è rinnovato attraverso la presentazione del volume Con la schiena dritta, ricco di suoi scritti giornalistici e di commenti di chi lo ha conosciuto.

Sono intervenuti Paolo Siani, fratello di Giancarlo, il magistrato Armando D’Alterio e Geppino Fiorenza, giornalista, presidente dell’Associazione Siani e referente di Libera Campania.

Il volume raccoglie 26 dei numerosi articoli in cui Siani denunciava i legami tra criminalità organizzata, politica e affari illeciti. Scritti che ancora oggi trasmettono il dolore per la sua morte, ma soprattutto ispirano impegno e speranza, in particolare nelle nuove generazioni. Il libro vuole essere un racconto collettivo che ricostruisce, attraverso articoli, lettere, fotografie, voci e testimonianze, le vicende e le dinamiche criminali degli anni ’80 in Campania. Un’opera che si inserisce nel solco della battaglia per verità e giustizia, capace di mobilitare sin dall’inizio anche le coscienze più giovani.

Il libro è diviso in due parti, come una clessidra: la prima richiama la metafora della “schiena dritta”, che ben rappresenta Giancarlo sia per il valore che attribuiva al giornalismo, sia per la sua integrità morale e la dignità del suo lavoro. La seconda parte raccoglie testimonianze e riflessioni degli amici, di chi lo ha conosciuto e di chi lo ha scoperto dopo, sottolineando l’importanza del suo approccio alle notizie, sempre alla ricerca della verità nelle sue cause economiche, mafiose e politiche.

Giancarlo Siani era un professionista serio e preparato: le sue inchieste smascheravano legami opachi e affari criminali, e nella sua sete di verità non esitava a metterci la faccia. Per questo il suo esempio continuerà a vivere nei cuori della gente.

Forte e significativa la risposta dei ragazzi delle scuole e dei loro insegnanti, che hanno seguito con grande attenzione l’incontro, arricchendolo con domande e riflessioni.

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