Diagnosticare l’autismo richiede tempo, e quando arriva ufficialmente la diagnosi, l’equilibrio familiare è sconvolto irreversibilmente.

Inizia la battaglia quotidiana contro la stigmatizzazione e il pregiudizio. Sui volti stanchi dei genitori, costantemente alle prese con le terapie, si aggiunge, come se non bastasse, anche quel preoccupante punto di domanda: che ne sarà di mio figlio quando non ci sarò più? Oggi, 2 aprile, è la giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo. Un’occasione per riflettere sul tema e per riportare alla luce le criticità della regione Campania in materia.

 La dottoressa Martina Cutarelli - Tecnico del Comportamento Certificato RBT – terapista esperta, conosce bene le difficoltà delle famiglie.

 “La diagnosi si basa essenzialmente sull’osservazione del comportamento dei bambini ed è considerata certa a partire dai tre anni di vita.” Ha aggiunto: “Prima cominciamo un trattamento, prima in qualche modo abbiamo maggiori possibilità di successo.”  Con la delibera 131/2021 della giunta regionale, le politiche assistenziali - per bambini e ragazzi con disturbi dello spettro autistico - sono state modificate. La normativa ha stabilito una riduzione delle ore di terapia, da quindici a quattro, definita a seconda dell’età e non sulle esigenze individuali. A poco sono valse le proteste dei genitori del 7 marzo, che con le mani in catene davanti alla sede del Consiglio Regionale, hanno protestato contro la delibera e ribadito il diritto all’Aba, uno dei trattamenti terapeutici più efficaci.

Le parole della dottoressa Cutarelli: “Anni di studi e ricerche hanno dimostrato l’efficacia del metodo ABA nel ridurre comportamenti disfunzionali e nel migliorare la comunicazione, l’apprendimento e i comportamenti socialmente appropriati.” Ha poi precisato: “Sono ottenibili migliori risultati quando il programma è applicato ai bambini in età precoce e con un lavoro di 30/40 ore a settimana, suddiviso tra scuola, casa e terapia.” A distanza di un anno, la situazione non è cambiata. La delibera è ancora in vigore e le famiglie sono ancora in attesa di una risposta dalla regione.

Rosanna Salvi


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