In occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne ho partecipato, sabato 24 novembre, ad una tavola rotonda tra professioniste che lavorano in settori diversi, che spesso incontrano donne che hanno bisogno di supporto per recuperare fiducia in se stesse e consapevolezza per decidere chi essere e cosa fare della propria vita. Nel corso dell’incontro, che si è tenuto presso la libreria Libertà di Torre Annunziata, abbiamo provato a guardare al fenomeno della violenza sulle donne da un’altra prospettiva, provando a capire cosa si fa e cosa si può fare per favorire la crescita e l’indipendenza economica e finanziaria delle donne.

Il 70% dei poveri del mondo sono donne, principalmente perché non lavorano, e tra quelle che lavorano i salari sono quasi sempre più bassi di quelli degli uomini. La situazione in Italia è ancor più allarmante: secondo i dati OCSE, nel 2017 le donne occupate erano il 50% della popolazione ma al Sud addirittura eravamo al 30%. Terzo dato preoccupante: secondo un report di banca Etica la provincia di Napoli è quella con la più alta esclusione finanziaria, che indica sia la possibilità di accesso al credito che agli strumenti e servizi bancari (oltre il 60%), e in particolare una donna su 4 al Sud non ha un proprio conto corrente.

La distanza dunque tra donne e denaro si riflette sulla qualità della loro esistenza, rendendole quasi sempre costrette a condizioni di subordinazione e spesso anche di violenza.

Nella mia professione non solo aiuto le persone a gestire e tutelare i propri risparmi, ma più spesso mi trovo ad analizzare e affrontare i rischi che provengono dalla vita quotidiana. Purtroppo uno dei rischi più grandi che le donne corrono è quello di disinteressarsi totalmente delle scelte finanziarie, pensando che la finanza sia qualcosa di noioso o troppo difficile da affrontare. O semplicemente, lasciando i propri soldi sul conto corrente pensano che siano al sicuro e che possano crescere così, senza una progettualità né una visione.

Secondo i maggiori analisti internazionali se le donne scendessero in campo nel mondo del lavoro, il pil mondiale crescerebbe di 12mila miliardi in soli 10 anni! E anche in Italia aumenterebbe del 7% se solo arrivassimo al 60% di donne occupate.

Christine Lagarde, la prima donna a guidare il Fondo Monetario Internazionale, in una intervista disse “La strada migliore per ridurre le disuguaglianze è quella di ridurre la disparità tra uomo e donna sia in termini di accesso al mercato del lavoro sia in termini di salari” per poi concludere: “Se fossero state Lehman Sisters” a gestire la banca americana fallita nel 2008 “forse le cose sarebbero andate diversamente”.

Meditate donne, e poi passate all’azione!