“La camorra vince se i miei amici dicono di voler andare via, vince se crea caos, vince se si sente così potente da poter sparare all’impazzata nel centro città. Ma io invece dico di non abbassare la testa e scappare. Costruiamoci un futuro qui a Torre Annunziata”.

Gaia Fabbrocino, una giovane ragazza di Torre Annunziata, prova a reagire opponendosi all’escalation di violenza e criminalità che si sta sollevando in città. La sua reazione contro ogni forma di violenza è forte, specialmente in un periodo come questo dove l’assassinio di Cerrato e gli spari in “curva” hanno creato sgomento a Torre Annunziata.

Gaia non ci sta e racconta quegli attimi di terrore vissuti proprio a Via Gino Alfani, luogo dell’ultimo episodio di cronaca. “Ero in strada e all’improvviso ho visto il fuoco della pistola e sentito gli spari – ha raccontato alla nostra redazione -. Sono stati almeno quattro o cinque colpi. Anche una mia amica che abita in via Fusco ha detto di aver sentito altri spari. Quando mi sono rifugiata in un portone sentivo ancora i rumori. Quello che mi ha fatto più paura, però, è stato il fatto che gli spari erano alla cieca. Potevano fare una strage. Non sono riuscita a vederli in volto, c’era troppa gente in strada e non ho visto bene chi era in sella a quello scooter”.

Spari che hanno colpito un 17enne a una gamba. Per fortuna non è in pericolo di vita. Anche in questo caso, però, non ci sarebbero testimoni in grado di raccontare particolari utili per le indagini della polizia. Come accaduto per l’assassinio di Maurizio Cerrato: “Non si meritavano questa omertà – ha proseguito Gaia – ma spero vivamente che questa tragedia abbia smosso qualcosa nelle coscienze dei giovani. Io ho ancora voglia di lottare per un futuro migliore. E spero lo facciano in tanti”.

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