"Il contrario di una generazione smarrita è una generazione orientata. A noi sta, Presidente, trasformare tutte le ragazze e i ragazzi d’Italia in pionieri. Dando loro ogni strumento utile per esplorare, sperimentare, creare”.

11 ottobre 2021, l’Onorevole Fusacchia porta in aula ed ottiene la possibilità per uno studente italiano d’iscriversi contemporaneamente a più corsi di laurea o di diploma della stessa facoltà o scuola, abolendo un divieto risalente ad un regio decreto del 1933. Manca il passaggio al Senato, ma questa è già da considerarsi una vittoria per la normativa italiana che va ad adeguarsi a quella di altri Paesi europei, favorendo l’interdisciplinarietà e la contaminazione tra saperi – anche molto diversi e distanti tra loro – affinché i giovani siano meglio attrezzati a farsi strada in un mercato del lavoro fatto di figure sempre più ibride.

Particolare attenzione in Montecitorio alle studentesse e agli studenti meno abbienti. La “doppia laurea” non dovrà essere un’opportunità solo per chi se la potrà permettere, ma a tutti – e anzitutto ai più capaci e meritevoli, “a prescindere dalla storia di chi li ha messi al mondo e dalla porzione di geografia in cui sono cresciuti” – va la possibilità di giocarsela al meglio, che sia in Italia, in Europa e nel resto del mondo.

Tocca alla scuola, alle università e alle organizzazioni del terzo settore e di tutta la società civile, accompagnare la “scoperta di sé” di tutti gli adolescenti, raddoppiando le opportunità di immaginare liberamente il proprio percorso di studio e di vita. “Un grande risultato che consente al nostro paese di fare un salto verso il futuro della formazione universitaria, in linea con il resto del mondo” sostiene la Ministra dell’Università Messa, e non permetterlo vorrebbe dire continuare a tenere le università italiane col freno a mano tirato e impedire che diventino più attrattive anche per attrarre studenti stranieri.

Fremono sui social in attesa del Si definitivo, i giovani italiani in tutto il mondo, protagonisti della cosiddetta fuga di cervelli “perché all’estero è possibile studiare doppio”. L’avvio allo svecchiamento di alcune leggi italiane totalmente anacronistiche è un segno di ripresa del paese posto al centro del dibattito dall’emergenza Covid-19, che ne ha sottolineato l’importanza e il forte impatto sociale ed economico.

a cura di Dina De Gregorio