L'emergenza sanitaria da Covid-19 ha radicalmente cambiato il modo di vivere della popolazione italiana. Le restrizioni necessarie per il contenimento del contagio hanno costretto i cittadini a modificare le proprie giornate: incontri, comunicazioni e svago, tutto si è trasferito sul mondo digitale.

Anche il settore del gioco legale è stato fortemente condizionato dal lockdown. Le sale gioco e sale scommesse sono chiuse ormai da marzo 2020 e hanno avuto un breve periodo di aperture tra maggio e ottobre scorso, per poi essere nuovamente chiuse al pubblico senza sapere quando sarà possibile riaprire.

La fetta di utenti impossibilitata a giocare in presenza fisica ha così dirottato il flusso del gioco sull'online. La crescita dei casinò online in Italia è stata evidente, - si legge in un articolo di settore pubblicato su Slot Mania - così come ad aver avuto un forte riscontro di gradimento sono state le slot machine online: su Facebook si sono moltiplicati i gruppi dedicati ai consigli e commenti sui modi di giocare. Sempre più utenti, infatti, condividono informazioni con l'intento di raggiungere prestazioni sempre più performanti. Buona anche la crescita di altri giochi da tavolo online come roulette e blackjack. Leader assoluto dei giochi online resta però il poker, tornato alla ribalta proprio in questi ultimi mesi.

Dati preoccupanti: quante ore passano i giovani online?

Come dicevamo i social network hanno avuto un ruolo fondamentale nell'ultimo anno, in particolare l'impatto sui giovani è stato - per una larga fetta - di totale assuefazione.

Tra i social network più utilizzati figurano al primo posto Whastapp (91%), seguito da Instagram (84.1%). Al terzo posto TikTok (55%), protagonista di un boom proprio nell'ultimo anno. Segue Twitch (17,60%) che, partita come piattaforma di live streaming esclusiva per giocatori, si sta allargando anche ad altri contenuti.

Secondo l’Osservatorio Scientifico 'Social Warning-Movimento Etico Digitale', i ragazzi lo sbloccano in media 120 volte al giorno e lo usano, oltre che per essere connessi ai loro coetanei tramite i social anche per vedere film o ascoltare musica fino a tarda notte. E guai ad interferire: un ragazzo su due dichiara che gli capita di scattare, rispondere male o alzare la voce se disturbato. Il 40% degli intervistati dichiara di perdere ore di sonno perché rimane connesso anche di notte tramite smartphone, console o pc.

L'eccessivo utilizzo di strumenti digitali ha comportato effetti negativi sui giovani costantemente connessi ai social network. La conseguenza più grave è la diminuzione della soglia di attenzione, già inizialmente bassa per coloro che appartengono alla generazione Z: nei ragazzi è scesa a quasi 7 secondi, un valore preoccupante, più basso di quello riscontrato nei pesci rossi.

Gruppi, interazioni e inserzioni: Facebook leader dei social

Facebook si conferma come uno dei social network più utilizzati in assoluto. Un italiano su due – secondo il portale Oberlo.it – dichiara di connettersi costantemente. Tra gli utenti di Facebook, il 65% ha meno di 35 anni, il che significa che appartengono all'età demografica del Millennials e della Generazione Z. Dei giovanissimi (ovvero tra i 13 e i 18 anni d'età), solo il 58% è iscritto a Facebook, mentre la fascia d'età tra i 19 e i 29 anni è completamente rappresentata sul social network. Come nel resto del mondo, la maggior parte degli utenti si aggira intorno ai 35 anni, con le seguenti percentuali:

  • 30-35 anni: 98%.
  • 36-45 anni: 78%
  • 46-59 anni: 59%

Gli utenti attivi quotidianamente su Facebook nel mondo sono ben 1,73 miliardi, che aumentano a 2,60 miliardi se consideriamo i dati mensili. Numeri che rendono la piattaforma anche leader anche sul piano del marketing dove sono sempre di più gli inserzionisti che promuovono un loro prodotto al pubblico, generando un immenso giro di affari.

Nel primo quadrimestre del 2020, Facebook ha generato 17,44 miliardi di dollari grazie alle inserzioni. Il che vuol dire che l'entrata media generata da ogni utente è di 6,95 dollari. Questo non solo corrisponde a quasi tutta (98,3%) l'entrata dei 17,737 miliardi di dollari dell'intero quadrimestre incassati, ma anche a un aumento annuo del 17% rispetto al primo quadrimestre del 2019.

Il COVID-19 ha avuto effetti negativi su tantissime aziende, Facebook incluso. L'azienda stessa ha dichiarato di aver vissuto un calo delle entrate generate dalle inserzioni. Ciononostante, le statistiche Facebook dimostrano che da aprile la domanda sembra stia ritornando ai soliti valori.