Non si fa attendere la risposta del sindaco al nostro reportage realizzato ieri, in cui abbiamo documentato la totale assenza di pubblicità della Mostra degli Ori. Nessun manifesto nelle città limitrofe ma, cosa più grave, né una locandina né una brochure all’ingresso degli scavi di Oplonti, Pompei, Ercolano e Boscoreale. I tantissimi turisti che in questo week end hanno affollato i siti archeologici dell’area vesuviana, erano completamente ignari della mostra, né è stato fatto nulla, fino ad ora, per metterli al corrente dell’evento.

“Circa 2000 persone hanno visitato la mostra durante il primo week end di apertura. L’esposizione allestita a palazzo Criscuolo – afferma Starita - è partita, nonostante le difficoltà, con numeri di tutto rispetto, premiando gli sforzi dell’amministrazione”.

Non ce ne voglia il sindaco, ma i numeri non ci tornano: 84 biglietti staccati venerdi, 250 sabato e 434 domenica. Se la matematica è ancora una scienza esatta il totale dovrebbe essere 768 visitatori paganti nel fine settimana. Delle due l’una: o il sindaco mente quando parla di 2mila ingressi, oppure ci sono stati circa 1300 portoghesi, contati dal sindaco ad uno a uno.

“Proprio grazie al buon esito della mostra – continua Starita – ci siamo convinti che Palazzo Criscuolo deve assecondare la sua vera vocazione, e cioè di diventare una sede espositiva permanente”.

Amen. Faccia questa scelta il sindaco e noi ci saremo nel sostenere la trasformazione di Palazzo Criscuolo nel museo definitivo degli Ori di Oplonti. Se si ha il coraggio di fare questo, sì. Ma se la casa comunale deve diventare “una sede espositiva permanente” per mostre occasionali, allora no. Ospitare di tanto in tanto a Palazzo Criscuolo opere di diversi artisti (rispettabilissimi si intende) e sapere che la Nike, il Fanciullo con l’oca e tutti gli Ori tornano negli scatoloni, è una cosa che, lo diciamo sin da subito, non ci trova d’accordo. Quando si amministra una comunità bisogna avere il coraggio di fare scelte nette, drastiche, che traccino un solco tra quello che era e quello che sarà. Le rivoluzioni a metà producono effetti a metà. Spesso negativi.

“Ora, anche in vista del prolungamento dell’esposizione – annuncia Starita – sarà implementata la campagna di comunicazione, che ne veicolerà con più forza e incisività il messaggio e i contenuti, ampliandone l’eco che sta già avendo sulla stampa, che ringrazio. Dispiace, infine – conclude il sindaco - rilevare come anche in questa occasione i ‘tafazzismi’ non si siano fatti attendere; a fronte di un evento unico e importante per la città di Torre Annunziata, qualcuno ha preferito cedere al malcostume tutto locale di evidenziarne soltanto le pecche, purtroppo ineludibili in un evento del genere”.

Il sindaco prima ci ringrazia per la eco che abbiamo dato sulle nostre pagine all’evento, poi ci definisce dei “Tafazzi” per aver messo in evidenza la approssimazione con la quale è stata gestita la (non) campagna di comunicazione. Starita, anziché dire come intende dare risalto a un evento del genere, “unico e importante”, si lancia in una campagna usando termini inappropriati come “malcostume”, “tafazzismi” e “pecche ineludibili”. Gli errori si fanno, per carità. Solo chi non fa, non sbaglia. Ma parlare di “pecche ineludibili” quando non si fanno cose che, giustamente si erano preventivate a suo tempo, diventano, automaticamente, pecche “eludibili”.

Prima di lanciare l’idea, giusta (spunto forse nato ascoltando i turisti che abbiamo intervistato, visto che alla conferenza questa idea non è stata minimamente annunciata, ndr), del biglietto integrato “Villa di Poppea – Mostra di palazzo Criscuolo” ci dica il sindaco cosa intende fare per mettere a conoscenza le decine di migliaia di turisti che si spostano tra Torre Annunziata, Pompei ed Ercolano, del fatto che è in corso una mostra che non veniva allestita dal 1989? Come si intende gestire il flusso di turisti che speriamo aumenti sempre più? Va bene prolungare la mostra oltre il 31 marzo, ma non sarebbe il caso di dare una data certa della conclusione, dato che potrebbero esserci gruppi interessati a venire a Torre e che giustamente vorrebbero sapere la mostra fino a quando è visitabile?

Infine, con quali soldi si intende pagare la vigilanza e tutti i costi accessori dal 1 aprile, visto che i fondi della Regione coprono le spese fino al 31 marzo? A queste, e ad altre domande che gli faremo nei prossimi giorni, il sindaco dovrà rispondere. Perché, se dopo 12 mesi di attesa, stiamo ancora a programmare tutto questo, allora purtroppo per tutti noi, c’è un solo Tafazzi in giro. E non siamo noi.

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