Una Pompei avvolta dal silenzio interrotto solo dal rumore dei passi. Il Parco Archeologico riapre dopo oltre 80 giorni di lockdown in una forma del tutto sperimentale, ma ricca di fascino e soprattutto in grado di offrire ai visitatori un'esperienza unica e irripetibile.

L'unità dell'area archeologica vesuviana è nota a tutti, ma quella che si presenta in questa Fase 2 rivela ancora di più il suo fascino. La possibilità di poter percorrere le strade (anche se a senso unico e con percorso obbligato) dell'antica città sepolta dell'eruzione del Vesuvio del 79 d.C., rivelano scorci e situazioni singolari. Pompei non è più quella caotica e affollata (in alcuni giorni anche da 15mila persone contemporaneamente), anzi sembra di viverla all'inizio di un nuovo giorno. Ancora un po' sonnecchiante, con più di qualche domus chiusa, ma forse proprio questa particolarità vi permetterà di viverla come mai prima d’ora.

Massimo Osanna, direttore del Parco Archeologico, all'indomani dell'importante scoperta avvenuta nel cantiere di Civita Giuliana, non manca di sottolineare, nel suo intervento, la "volontà di ripartire con tutto il territorio". Mai come in questo momento l'apertura dell'area archeologica nei confronti della città moderna appare chiara e netta. Certo qualcuno invocherà che questa è l'unica strategia di marketing per cercare di far ripartire l'area. Con la chiusura dei confini regionali almeno fino al 3 giugno, questa prima fase sperimentale sembra essere rivolta esclusivamente a un turismo di prossimità. Anche la scelta di un biglietto fortemente scontato (5 euro fino al 9 giugno, quando prenderà il via la seconda fase sperimentale) è di fatto un chiaro invito ai cittadini pompeiani e dei comuni limitrofi. Anche la "decisione di permettere l'ingresso all'area solo da porta Anfiteatro - come spiega Osanna - rientra in questa rinnovata volontà di aprirsi alla città e di ripartire tutti insieme". (continua a leggere…)