Soldi in contanti, un libro mastro, perfino parrucche per camuffarsi e rendersi irriconoscibile. Scoperti due bunker sotterranei e cunicoli che dal loro fortino di Juvani, sulle colline di Gragnano, portavano fin nel cuore dei boschi dei Monti Lattari.

Blitz dei carabinieri nel fortino del clan Di Martino, nell’abitazione in cui attualmente sono residenti Annamaria Molinari, moglie del boss detenuto Leonardo Di Martino “'o lione”, un tempo fedelissimo di Mario Umberto Imparato e oggi alleato del clan D'Alessandro, insieme al figlio più piccolo della coppia, appena maggiorenne ma già noto alle forze dell'ordine. La perquisizione approfondita, durata diverse ore, ha riguardato in particolare proprio i residenti di quell'abitazione, dove la Molinari è tornata un anno fa, anche lei dopo una lunga detenzione per vicende di droga.

Durante i controlli i militari dell’Arma hanno trovato passaggi segreti ben nascosti dietro muri apparentemente solidi e coperti da mobili ed elettrodomestici. Dentro questi passaggi c’era tutto l’occorrente per la perfetta latitanza.

L'ipotesi degli investigatori è che in uno di quei bunker, dal quale si poteva accedere calandosi con una corda direttamente da una finestra, ha trascorso gran parte della sua latitanza Antonio Di Martino, 41enne primogenito del boss, oggi detenuto. Sfuggito alla cattura nel blitz Olimpo del 5 dicembre 2018, è stato catturato solo a Natale di due anni dopo, in seguito ad un tentativo di fuga tra i boschi. In quel caso, la polizia circondò l'abitazione e la parte boschiva attorno alla sua casa e, con l'ausilio di un drone che rileva la presenza di calore, Di Martino fu individuato, bloccato e arrestato tra i cespugli, dopo aver attraversato anche un piccolo ruscello.

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Pronto alla fuga, il boss dormiva vestito e con gli scarponi da montagna. Invece, la parrucca e gli occhiali da sole ritrovati fanno pensare che il latitante sia riuscito più volte a sfuggire ai controlli rendendosi irriconoscibile. Nel frattempo, durante quei due anni di latitanza avrebbe continuato a gestire gli affari del clan, oggi secondo l'Antimafia nelle mani dei fratelli, tutti a piede libero, e appunto della mamma. Affari che sono in gran parte legati alla “Giamaica” dei Lattari, al traffico di droga e alle estorsioni.


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