Un volto minimal, con un piccolo spazio per i bambini e un grande spazio per cittadini e associazioni. E’ questo il nuovo volto di piazzale Aldo Moro a Gragnano. Uno spazio appena riqualificato e che ha ospitato questa mattina, in occasione del taglio del nastro, anche Gero Grassi.

Dopo l'inaugurazione, con lo svelamento della nuova targa e la benedizione della scultura in bronzo del maestro Andrea Avitaia, si è tenuto un momento di riflessione con l'onorevole Gero Grassi in sala consiliare.

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“È stato bellissimo vedere tante persone partecipare ad un momento così significativo per la nostra comunità che si riappropria di uno spazio pubblico studiato per accogliere i bambini e manifestazioni ludico-culturali”, ha spiegato il sindaco Nello D’Auria. “Celebriamo non solo la realizzazione di questa piazza, ma una vera e propria riqualificazione, improntata all’accoglienza di eventi e alla condivisione di un nuovo spazio abitabile per tutti cittadini”.

L’evento poi ha avuto il suo prosieguo in aula consiliare dove è stato presentato il libro di Gero Grassi “La verità negata”. Presenti, oltre a cittadini e istituzioni, anche Rosaria Manzo della Fondazione Polis, Ciro Iozzino, fratello di Raffaele componente della scorta di Aldo Moro. Tra i banchi seduto anche Raffaele Cavaliere, figlio di Michele Cavaliere, ucciso dalla camorra locale il 19 novembre 1996.

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“Deve sorgere un nuovo senso del dovere – ha ricordato l’onorevole Gero Grassi -. La verità sul caso Moro non è quella raccontata. Non dobbiamo aver paura di dire la verità. Uno Stato può definirsi forte soltanto se racconta la verità”. L’onorevole Grassi ha poi ricordato l’incisione presente sotto la statua che ora campeggia a protezione del piazzale: “Non è importante che pensiamo le stesse cose, che immaginiamo e speriamo lo stesso identico destino, ma è invece straordinariamente importante che, ferma la fede di ciascuno nel proprio originale contributo per la salvezza dell’uomo e del mondo, tutti abbiano il proprio libero respiro, tutti il proprio spazio intangibile nel quale vivere la propria esperienza di rinnovamento e di verità, tutti collegati l’uno all’altro nella comune accettazione di essenziali ragioni di libertà, di rispetto e di dialogo”.


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