Avrebbe compiuto 17 anni a dicembre, Catello. Ma un tragico destino lo ha stroncato in un soleggiato pomeriggio di ottobre. Era andato a recuperare un casco dai familiari della sua ragazza, alle palazzine di Sigliano, per portarla in sella al suo scooter all’uscita da scuola. E’ invece finito sull’asfalto, dopo un impatto frontale tremendo contro un’auto, nei pressi dell’ultimo serpentone di curve della Strada Statale per Agerola, che dalla cima dei Monti Lattari scende fino a Gragnano.

Non è la prima volta che su quella strada si verificano incidenti. Guidatori distratti, talvolta spericolati, che approfittano dell’ultimo rettilineo della strada, che va dalla zona di Sigliano fino all’ingresso di Gragnano, per sfrecciare ad altissima velocità.

Aperta un’inchiesta per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente che ha provocato la morte di Catello Longobardi. Sotto choc le comunità di Gragnano e Castellammare per quanto accaduto. “Non si può morire così – ha spiegato affranto il sindaco della città della pasta Nello D’Auria -. Un’altra giovane vita spezzata che si aggiunge alle tante vittime di una strada maledetta, per la quale abbiamo chiesto e chiediamo ancora oggi, con più forza, la messa in sicurezza. Servono dissuasori, controlli, autovelox. Occorre che anche gli altri sindaci del comprensorio ci diano una mano per far sì che non scorra altro sangue su questa strada”. 

E nel frattempo è polemica sul presunto ritardo nei soccorsi prestati al giovane di Castellammare, rimasto a terra per circa 50 minuti, secondo quanto raccontato dai testimoni presenti sul luogo dell’incidente. Toccherà alle Forze dell’Ordine ricostruire con precisione gli ultimi minuti di vita di Catello, arrivato al Pronto Soccorso dell’Ospedale San Leonardo di Castellammare in condizioni disperate. I medici hanno provato a fare di tutto per salvargli la vita, ma le ferite riportate nell’impatto (grave trauma craniofacciale e cervicale, oltre alla frattura del femore sinistro) sono risultate troppo gravi. 
Catello, ragazzo buono e vivace, è stato ricordato anche dalla preside della scuola che frequentava, l’ITI Elia di Castellammare. Assieme a lei, amici e conoscenti si sono uniti nel dolore di una giovane morte. Una tragedia che gettato nello sconforto tutti, ponendo nuovi interrogativi sulla sicurezza stradale di quella lingua d’asfalto che conta tante, troppe vittime.


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