Cinquecento dosi al giorno al centro vaccinale. Cento per cento di adesioni per i pazienti fragili affetti da cirrosi e altre malattie epatiche. Sono i numeri incoraggianti dell’ospedale di Gragnano che oggi ha terminato la somministrazione della prima dose ai pazienti fragili di questa particolare categoria.

“Siamo particolarmente soddisfatti di questo risultato perché è stato un lavoro partito da lontano e curato nei dettagli – ha spiegato il responsabile del reparto di epatologia dell’ospedale di Gragnano e referente dell’area vaccini Carmine Coppola -. Ogni ora che passava aumentava il rischio di morte per queste persone particolarmente vessate dal loro stato di salute”.

Un modo diverso di seguire il paziente: “Abbiamo curato tutto noi. Anziché aspettare che la persona effettuasse la prenotazione sulla piattaforma e ricevesse la convocazione, abbiamo fatto tutto noi. Del resto, i pazienti che abbiamo in cura ci conoscono bene e si fidano di noi. Ci è sembrato giusto vaccinarli noi direttamente”.

Tutto questo è partito però in un clima di grande confusione: “C’era una fretta terribile per vaccinarli senza fargli correre pericoli, ma non si capiva chi doveva inserire i dati in piattaforma, se il medico di base, se le associazioni o altro. In quel contesto abbiamo deciso di prendere le redini in mano. Rimboccandoci le maniche ma approfittando dell’aiuto del centro vaccinale distrettuale, collocato proprio in questo ospedale”.

E i numeri danno ragione: tra dosi somministrate e pieno di adesioni dei pazienti fragili in cura al distretto: “Tra i morti covid una buona percentuale è rappresentata proprio dai malati cronici, che senza il vaccino corrono pericoli molto seri”.

A partire dal prossimo sabato, l’inizio della somministrazione della seconda dose, un altro passo verso l’immunità dal virus che toglie il respiro.

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