È una situazione incresciosa che crea problemi a migliaia di cittadini, soprattutto ai più piccoli”. Giorgio Zinno, sindaco di San Giorgio a Cremano, non ci sta e scrive una nota di protesta al presidente Gori, Amedeo Laboccetta, per i disagi che l’azienda idrica sta causando a gran parte della popolazione.

Nel corso di quest’ultima notte (alla mezza dell’8 ottobre), la Gori ha informato via pec il Comune di un guasto improvviso alla rete di distribuzione, che ha costretto la società “a chiudere il flusso idrico per il tempo necessario all’esecuzione dei lavori”. Un abbassamento della pressione idraulica soprattutto per le utenze ubicate nella parte alta del territorio, a monte di piazza Massimo Troisi.

Nella missiva informatica della società guidata da Laboccetta vi era la rassicurazione del ritorno alla normalità già in mattinata.

Ma è di pochi minuti fa il cambio di programma. Una telefonata dalla Gori agli uffici di piazza Vittorio Emanuele II ha avvisato che “la situazione sarà sistemata prima dell’ora di pranzo. Sono in partenza per San Giorgio autobotti per assicurare un servizio sostitutivo per le scuole del territorio”.

Di qui la rabbia di Zinno: “Non hanno specificato né modalità né orari. Stigmatizzo la mancanza di adeguate informazioni fornite dalla Gori in merito all’emergenza idrica e gli insufficienti rimedi posti in essere per minimizzare i disagi alla popolazione”.


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