Case pronte per essere abitate ma finite sotto sequestro per lottizzazione abusiva.

Nel vortice dell’inchiesta sull’housing sociale di Sant’Agnello è finito anche il sindaco Piergiorgio Sagristani. Anche abuso d'ufficio e falso tra i reati contestati dalla Procura di Torre Annunziata a quindici persone. La vicenda riguarda 53 appartamenti finiti sotto sequestro a Sant'Agnello, pochi giorni prima della consegna agli acquirenti nel febbraio 2020 e tuttora sotto sigilli.

Questa mattina, nella caserma dei carabinieri di Sorrento, il personale di polizia giudiziaria della Procura di Torre Annunziaata ha notificato i quindici avvisi di conclusione indagini. Insieme a Sagristani sono indagati a piede libero altri esponenti dell'amministrazione comunale nei guai per avere votato un provvedimento che diede il via libera al rilascio dei permessi, nonché tecnici e professionisti interessati all'affare. Tra gli indagati c'è anche l'ingegnere Antonio Elefante, già coinvolto in altre inchieste, tra cui quella dell'affare ex area Cirio di Castellammare di Stabia, l'ex responsabile dell'ufficio tecnico Ambrosio e l'ingegnere Paola Di Maio.

Tutto è partito dalla denuncia delle associazioni ambientaliste, Italia Nostra e WWf, ma che poi ha trovato un riscontro da parte della Procura di Torre Annunziata. Gli ambientalisti avrebbero sollevato una serie di dubbi sulla legittimità delle autorizzazioni urbanistiche rispetto ai vincoli urbanistici in penisola sorrentina.

“In questa vicenda – spiega il sindaco Sagristani – mi ha guidato il contegno di sempre: porre al centro dell’azione amministrativa l’interesse generale e la realizzazione di opere per i cittadini con trasparenza ed assoluta onestà. Continuo a lavorare nell’interesse della mia comunità, nella consapevolezza di avere agito con trasparenza e guidato dalla volontà di far bene. Confido nella magistratura e nella giustizia”.