Da ieri, con l’avviso della Fase 2, hanno ripreso a lavorare tutte le industrie della filiera produttiva nell'intera zona vesuviana. Com’era preventivabile, anche le acque del Sarno hanno cominciato a risentire di questa situazione.

Nel corso del lockdown più volte l’Arpac e la guardia costiera di Castellammare hanno evidenziato un miglioramento delle acque nella zona tra Torre Annunziata e Castellammare. Ma adesso questa mattina il passo indietro è stato evidente.

Delusione anche tra gli attivisti, che nel tempo si sono prodigati per la rinascita del fiume Sarno. “In questi 50 giorni di lockdown abbiamo visto come la natura sia riuscita a smaltire l’inquinamento –ha affermato Franco Matrone di Zero Waste Campania- Senza impegni sugli impianti industriali non si riuscirà mai a rendere limpida l’acqua. Dispiace perché negli ultimi tempi c’era una situazione mai vista negli ultimi 70 anni. Noi comunque non ci fermeremo e proveremo a raggiungere sempre i nostri obiettivi. C’è bisogno di una maggiore attenzione da parte di tutte le associazioni che devono denunciare in qualunque momento la presenza di scarichi abusivi. Il resto dovrà farlo la Regione Campania, che dovrà completare i propri progetti di riqualificazione del Sarno”.

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