Monsignor Raffaele Russo, parroco rettore della Basilica della Madonna della Neve di Torre Annunziata, ha scritto una lettera-riflessione per i fedeli in vista della Domenica delle Palme.

"Oggi carissimi celebriamo la domenica delle palme, facciamo memoria dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme e con la lettura del Passio riviviamo il mistero del cammino di Gesù vero la sua Pasqua di morte e di risurrezione per tutti noi. Anche no-  oggi siamo viandanti della croce e con la croce pellegrini del dolore per questa pandemia che ci fa gridare come Gesù morente “Mio Dio Mio Dio perché mi hai abbandonato?”. E’ il grido della nostra storia personale come di tanti fratelli ammalati e vittime che deve rendere nuova questa memoria questa Pasqua 2020. E’ l’opportunità che ci dà il Signore, con la sua passione morte e risurrezione, di diventare noi e la nostra storia la storia di tutta la Terra di tutte le nazioni nuove, perché tutte le morti del mondo non siano passate invane.

Abbiamo imparato in questo tempo a guardare al mondo con occhi diversi oltre le esteriorità nell’epoca della vanità e delle apparenze, della legge del mercato, del Pil e impariamo a prenderci cura dell’uomo non dell’uomo astratto, ma dell’uomo reale nella sua sofferenza fisica nelle sue povertà nelle sue fragilità perché ciascun nostro fratello è compreso nel mistero della Redenzione. Ogni nazione, ogni paese, ogni comunità possiede una storia che sorpassa la propria storia e per questa pandemia stiamo facendo esperienza di solidarietà e di unità- per promuovere il bene e la salute comune delle comunità- di tutti.

Questa pandemia ci sta insegnando che le prospettive identitarie escono dai gretti limiti etnici  per inserirsi in una visione antropologica che deve universalizzare i grandi valori della storia, prima di tutto la tutela delle vite umane. E questo può succedere se sappiamo guardare al mondo con lo sguardo di Dio, che accetta di portare la croce, tutte le miserie e fragilità umane- sulle Sue spalle- fin sul Calvario.

E’ solo cosi che la nostra storia si può fare profezia in un “oggi” lacerato dal dolore e dalle tante morti, profezia è anche dire con il linguaggio dei volti, degli occhi ( come accade nelle terapie intensive) di un amore che non si consuma con la paura o nella fatica, ma che assume la bellezza di una profezia che dice “coraggio”, “forza”, “bella notizia”, perché Gesù ha vinto la morte. Vogliamo chiedere a tutte le autorità di tutto il mondo preposte alla salute, alla custodia della vita di ciascun uomo, preposte ad assicurare e garantire la legalità, la giustizia sociale e di mantenere sempre alto il profilo delle loro responsabilità della loro missione, che deve dire servizio gratuito- attenzione al sofferente, agli ultimi del Vangelo, agli ammalati, ai carcerati, ai forestieri, ai poveri, fino al dono di se stessi come è successo per tanti medici, infermieri,  forze dell’ordine e sacerdoti- che hanno dato la vita.

Una preghiera speciale va anche a tutti i nostri politici, i nostri sindaci, soprattutto quelli delle zone più colpite come Brescia e Bergamo, che hanno avuto una tensione alta che ha fatto declinare la loro vita, i loro carismi- nelle piaghe dei loro malati. Il nostro grazie, nella preghiera alla Madonna della Neve- al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, a tutti i politici, medici, infermieri, forze dell’ordine, associazioni di volontariato, protezione civile e a tutte le persone di questa Italia bella di buona volontà,  affinché Maria la Madre dell’intera umanità vi protegga, vi custodisca, vi accompagni.

A tutti voi, cari fratelli, voglio dire, la costruzione di un nuovo amore- di una nuova umanità può anche spezzare le vene, può anche mescolare il sangue di chi non ce l’ha fatta, con il sudore e l’amore di chi ha lottato per loro, è però come un altare in riva al mare- in mezzo alle tempeste della vita, di questo momento storico, dove Gesù- che ha sofferto fino in fondo per sperimentare tutte le nostre notti che ci affliggono. Gesù allora sulla croce- come oggi, getta ancora il seme della Pasqua, dove dovrà rinascere la nostra speranza, la vita di tutti noi, che non conosce mai il tramonto perché sta dentro il cuore del Risorto…..dentro il cuore di Maria ai piedi della croce. E questa certezza sia anche il nostro augurio di Buona Pasqua".

la supplica

L'idea